Liga, Real e Atletico forza 4; cade ancora il Barça!

di Fabio PARIS

Le due di Madrid affondano Granada e Cordoba con 4 gol e staccano i blaugrana incappati nel secondo k.o. di fila, forse il più drammatico poiché consumato tra le mura amiche, ad opera della sorpresa Celta Vigo. La squadra galiziana, che lo stesso Luis Enrique ha contribuito a far crescere nella scorsa stagione, fa lo sgambetto a Messi e compagni relegandoli al terzo posto in classifica. 

Real 24, Atletico 23, Barça 22… Una rincorsa durata nove giornate e, alla fine, il sorpasso. I Galacticos di Carlo Ancelotti completano una rimonta iniziata qualche decina di reti fa, con un ruolino di marcia impressionante, 37 gol fatti in 10 partite di Liga, una media “monstre” facile facile da calcolare. Ben 3,7 reti a partita. Avversari (anche di Champions) avvisati. Per battere la corazzata del buon Carlo, quest’anno, occorre segnare almeno 4 reti, sperando che i blancos non capitino in una di quelle, parecchie, giornate in cui mettere a referto una cinquina all’attivo. Vola quindi il Real, sui gol di James Rodriguez (doppietta), Benzema e dell’immancabile Cristiano Ronaldo. Il portoghese, in gol dopo appena 2′ di gioco su assist di Benzema ed autore di due assist, si proietta sempre più verso il suo terzo Pallone d’oro, lanciando la sfida agli iridati rivali tedeschi.

Sorrisi anche per Simeone. I colchoneros battono per 4 a 2 il Cordoba e scavalcano il Barcelona salendo al secondo posto. Un derby delle panchine per i due italiani della sfida. Sia Alessio Cerci che Fausto Rossi sono fuori dai 22 titolari e, se il talento di Velletri non riesce a trovare spazio in campo nonostante il risultato largamente a favore dei suoi compagni, l’ex Juve gioca dal canto suo una discreta mezzora, riuscendo anche a mettere lo zampino nel raddoppio degli andalusi. Colchoneros in vantaggio allo scadere del primo tempo con la prima firma nella Liga in maglia rojiblanca per Antoine Griezmann, il suo tiro di sinistro deviato da Luso supera Juan Carlos. Il talento transalpino si ripete di testa al 58′, su assist di Juanfran, rispondendo subito al momentaneo pareggio di Ghilas. Al 62′ Mandzukic, tutto solo di testa ribadisce in rete un comodo assist di Koke e chiude di fatto il match. Un minuto più tardi fa il suo ingresso in campo Fausto Rossi, entrando al posto di Xisco. Al 80′, però, è ancora l’Atletico ad andare in rete con Raul Garcia, entrato al posto di Arda Turan, che si fa trovare pronto ad insaccare l’ennesimo assist stagionale di Koke. Inutile il gol del 4 – 2 siglato ancora da Ghilas e propiziato proprio da un’azione in area di Rossi.

Musi lunghissimi e sorte avversa invece per il Barça. La squadra di Lucho si scontra con il recente passato del tecnico, lasciando sul terreno del Camp Nou tre punti pesantissimi. Messi, Neymar, Suarez e compagni impattano contro un Sergio Alvarez in giornata di grazia e la traversa della porta da egli meravigliosamente difesa (alla fine del match saranno ben quattro i legni centrati dai blaugrana). Il Celta è pericoloso in più di un’occasione, grazie alle giocate di un ottimo Nolito ed agli svarioni di un meno impeccabile Mathieu. Il gol vittoria arriva grazie ad una vecchia conoscenza del calcio italiano, quel Larrivey, detto el Batì per la sua somiglianza (fisionomica) con il re leone Batigol, che fu, tra le tante, intuizione di Massimo Cellino e del suo staff ma che, in Italia, ha per nulla lasciato il segno. La rivincita in Spagna, le buone stagioni al Rayo ed ora, la soddisfazione più grande, il gol decisivo al Camp Nou.

Il Barça perde il primato e perde anche il secondo posto, dopo l’imbattibilità lasciata sul terreno del Bernabeu. La gara contro il Celta, oltre a distinguersi per le tante occasioni sciupate da Messi e compagni, vuoi per bravura del portiere avversario, vuoi per una tremenda sfortuna, accende la spia di una difesa non del tutto impeccabile. Lo scossone portato da Cristiano Ronaldo e compagni nel Clasico sembra aver minato pericolosamente le fondamenta blaugrana.

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Redazione

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