di Fabio PARIS
L’ultima giornata di Liga regala già i primi verdetti. Non ci sono più squadre senza sconfitte in campionato, il record di imbattibilità di Claudio Bravo si ferma a 755′ ed il “nostro” Carlo Ancelotti torna, per distacco, sul trono degli allenatori d’Europa.
Il tecnico italiano, infatti, dopo aver bastonato in Champions il Liverpool di Steven Gerrard e Mario Balotelli, ripete la propria lezione di tattica anche allo “scolaro” Luis Enrique. Real Madrid – Barcelona termina con un secco 3 – 1 che non lascia scampo a polemiche. Un 4-4-2 di “sacchiana” memoria. Linee strette, pressing e pronte ripartenze. Un concetto semplice e di facile applicazione tattica, secondo il maestro di Fusignano, meno se a doverlo assimilare sono blasonati campioni che fanno della tecnica personale e dell’individualismo le proprie doti migliori. Proprio qui sta la grandezza di Ancelotti, forse il miglior “allievo” dell’Arrigo nazionale. Tutti, nessuno escluso, ad eseguire il proprio compito alla perfezione, con impegno ed abnegazione. Isco e James Rodriguez esterni di centrocampo, dediti al sacrificio in copertura e pronti a ripartire in appoggio all’azione offensiva. Cristiano Ronaldo puntualmente sulla linea dei centrocampisti, ad attendere l’avversario a vantaggio acquisito.
Soltanto una grande guida, universalmente riconosciuta, può ottenere da fuoriclasse di questo calibro una tale obbedienza, una ceca fiducia. Solo chi gode del massimo rispetto. E Carlo si è dimostrato ancora una volta il migliore. La differenza tra lui e Lucho è stata la stessa tra che c’è tra chi impone la tattica e chi la subisce, inesorabilmente. Il tecnico spagnolo ripassa la lezione e mastica amaro, il professor Carlo è ancora distante anni luce. Unico neo, in una prestazione maiuscola, il gol incassato da Neymar al 4′. una doccia fredda, gelata, che investe in particolar modo due dei protagonisti della grande partita dei blancos. Pepe e Carvajal infatti perdono la marcatura del numero 11 brasiliano che, servito sulla sinistra con un traversone da Dani Alves, converge al centro e silura Casillas con un preciso destro a giro. Uno schiaffo a freddo che sveglia i galacticos, con tutta la loro veemenza.
La catena di sinistra del Real funziona a meraviglia, Marcelo serve James Rodriguez che con un traversone trova Benzema solo davanti a Bravo, il francese prova ad anticipare il portiere con un tocco al volo di destro ma la conclusione si spegne di poco a lato. È solo il primo brivido. Pochi minuti dopo ancora Marcelo appoggia questa volta su Cristiano Ronaldo che crossa al centro trovando pronto alla deviazione di testa ancora Benzema. Il francese anticipa tutti e stampa la conclusione sulla traversa, sulla respinta è ancora lui a tentare la conclusione verso la porta mancando di poco il bersaglio.
Il Barça prova ad affidare la propria reazione a Messi. Il 10 argentino tenta di centrare il record assoluto di gol nella Liga (250 finora, come Zarra) dapprima con un’azione personale che conclude debolmente tra le braccia di Casillas, poi, servito molto bene da Suarez (al debutto nella Liga) con un traversone dalla destra, trova ancora il portiere madrileno a chiudere lo specchio con un miracolo a porta praticamente spalancata.
All’azione successiva però il Real pareggia. Ancora Marcelo va via sulla sinistra, penetra in area e mette un cross rasoterra al centro sul quale Pique interviene in scivolata toccando con un braccio. È calcio di rigore. Al 35′ Cristiano Ronaldo trasforma in rete ed inchioda il record di Bravo a 755′. Pochi minuti più tardi ancora una combinazione James-Marcelo, con il laterale verdeoro (nettamente vincente nel duello con il connazionale Alves) di nuovo al traversone per lo stesso 10 colombiano che, di testa, manca la porta di un soffio. La ripresa inizia con lo stesso piglio del primo tempo. Blancos subito avanti ed al minuto 51 è già vantaggio. Angolo dalla destra e Pepe svetta su tutti inchiodando Bravo per la seconda volta.
A vantaggio acquisito, la lezione di tattica del Real diviene evidente. Ramos e Pepe non sbagliano più nulla chiudendo ogni possibilità prima a Messi, poi a Suarez. Casillas torna grande volando a deviare una conclusione di Mathieu diretta all’incrocio dei pali.
Luis Enrique ci mette del suo. Al 60′ sostituisce Xavi con Rakitic e proprio dal corner battuto, subito dopo l’ingresso in campo, dal croato nasce l’azione che porta al definitivo 3 a 1. Lo schema con palla rasoterra al limite dell’area è infatti neutralizzato da James che lancia Isco sulla sinistra, Iniesta nonostante il vantaggio spiazza Mascherano con un tocco verso il centro avvantaggiando proprio il fantasista madrileno che serve facilmente Ronaldo. Il portoghese controlla di tacco e fa salire ancora James che trova in profondità Benzema, autore di un gran movimento, che da solo davanti a Bravo non fallisce il colpo del definitivo K.O. È il minuto 61 e la partita è di fatto chiusa. L’infortunio al polpaccio di Iniesta, costretto ad abbandonare il campo in favore di Sergi Roberto, non fa che sancire oltremodo il verdetto del Bernabeu. Il Real rischia di dilagare nei trenta minuti finali fallendo però i continui contropiedi ai quali la difesa del Barça si espone ripetutamente. La punizione di Messi calciata in curva a pochi minuti dal termine è il ritratto della sconfitta blaugrana. Real superiore nei 90′ e campionato riaperto.
In soli 2 punti, infatti, troviamo ben 5 squadre. Le migliori finora, con Sevilla (primo a pari punti, 22, con il Barça) e Valencia a confermare il loro buon momento. Gli andalusi si impongono per 2 – 1 nella difficile sfida con il Villareal; i pipistrelli liquidano in casa per 3 – 1 l’Elche e salgono al terzo posto a pari merito con l’Atletico di Simeone. Proprio i colchoneros la spuntano sul difficile campo del Getafe grazie al gol siglato al 40′ da Mandzukic, mantenendo non senza difficoltà il passo delle prime. Torna alla vittoria con lo stesso risultato (1 – 0, sul campo dell’Almeria) l’Atheltic Bilbao che abbandona così il fondo della classifica. Larghe, invece, le vittorie di Celta ( 3 – 0 sul Levante) e Malaga (4 – 0 al Rayo). Divisione della posta, infine, nelle sfide tra Espanyol – Deportivo (0 – 0), Cordoba – Real Sociedad ed Eibar – Granada, entrambe terminate con il risultato di 1 – 1.







