di Fabio PARIS
Nella giornata in cui l’Atletico cade inaspettatamente a San Sebastian, il Real liquida il Rayo con l’ennesima manita e celebra l’asso portoghese con il premio di miglior cannoniere europeo.
Un risultato che sembrerebbe non lasciar dubbi sull’esito dell’incontro, eppure il Rayo Vallecano, parente stretto di Real ed Atletico, dal lignaggio decisamente meno nobile, gioca una gran partita e da filo da torcere agli uomini di Ancelotti fino a metà ripresa. Inizio spumeggiante dei blancos che, già al 9′ vanno in rete con Bale, ben innescato da Kroos con una splendida azione sulla sinistra in tandem con Cristiano Ronaldo. Gli ospiti reagiscono e vanno per be due volte alla conclusione impegnando Navas, preferito a Casillas da Ancelotti, con il portiere costaricense non perfetto nell’intervento.
Il Real prova allora a legittimare il vantaggio prima con James Rodriguez, che da fuori chiama il portiere avversario al gran intervento, poi con Benzema, che di testa servito da calcio d’angolo, manda alto di poco. Il raddoppio dei galacticos arriva comunque, è il capitano Sergio Ramos a segnarlo, deviando al volo in porta un calcio d’angolo battuto da Rodriguez. Prima dello scadere della prima frazione, è lo stesso 10 colombiano però a regalare il gol del pari a Bueno. Il suo retropassaggio verso navas infatti, lento e troppo corto, è intercettato da Leo Baptistao che serve il compagno solo davanti alla porta. Dribbling secco su Pepe, che ostacola il tentativo disperato di recupero da parte di Keylor Navas, e palla in rete a porta vuota.
La ripresa si apre con un piglio del tutto diverso da parte degli uomini di Ancelotti. Modric prova la conclusione dopo un grande azione in verticale, con il pallone che termina di poco lontano dall’incrocio dei pali. È il Rayo però ad andare ancora vicino al pari con un’azione in contropiede su palla persa dal Real nella trequarti offensiva. La squadra di Paco arriva fino in porta e segna, ma il gol viene annullato per fuorigioco sull’ultimo passaggio. L’evento favorevole sveglia il Real definitivamente. Ronaldo entra in percussione sulla destra e serve con la punta del piede l’accorrente Kroos. Il campione del mondo sfodera un rasoterra di destro a giro degno del miglior compasso e segna il gol del 3 a 1. Lo show merengue ha inizio. Pepe intercetta a centrocampo un gran pallone, s’invola verso l’area avversaria e serve Ronaldo sulla destra che prontamente trova il cross basso, sul quale si avventa Benzema, regalando al francese (nettamente in fuorigioco) il gol del 4 a 1. Alla sagra del gol non può, ovviamente, mancare Cristiano Ronaldo. La Scarpa d’oro al 83′ viene lanciato sulla sinistra da Isco (subentrato a James), converge in dribbling verso il centro e supera il portiere avversario con un rasoterra che, beffardo, si infila tra le gambe dell’estremo difensore. Ennesima manita dei galacticos e primato in classifica consolidato.
Tutta un’altra musica suona invece sulla sponda rojiblanca della capitale. I colchoneros di Simeone cadono infatti al cospetto di una Real Sociedad in piena crisi di risultati e, dopo ben cinque successi di fila, perdono il passo dei cugini merengues e scivolano al quarto posto in classifica. Ad aprire le danze è comunque l’Atletico che, già al 10′, trovano il vantaggio grazie al solito Mandzukic, abile a trasformare in rete un suggerimento dalla destra di Raul Garcia.
L’illusione dura pochi minuti perchè un bolide di Carlo Vela riporta il risultato in parità. La partita degli uomini di Simeone sostanzialmente finisce qui. Il resto è un monologo di occasioni per i baschi che, già prima dello scadere hanno almeno un altro paio di occasioni limpide per andare in vantaggio, suell quali risultano decisivi Godin e Moya. Ad inizio ripresa, l’espulsione di Siqueira per doppia ammonizione (in soli 3′) acuisce ancor di più le difficoltà per i campioni in carica, che hanno comunque l’occasione di tornare in vantaggio con Mandzukic. La spinta costante dei bachi trova comunque il suo premio quando nel finale quando Agirretxe trova il colpo del K.O. Con uno splendido colpo di testa. Un duro colpo per Simeone, stizzito da un atteggiamento troppo lezioso dei suoi.
Chi invece sembra aver i mezzi per proseguire la rincorsa al Real è il Barcelona. Contro l’Almeria i blaugrana, sotto di un gol nel primo tempo, trovano il successo di misura grazie alle reti di Neymar e Jordi Alba. Decisivi gli ingressi nel secondo tempo dello stesso numero 11 brasiliano e di Luis Suarez.
L’uruguaiano, vincitore ex aequo del titolo di cannoniere europeo, rivitalizza la verve dei catalani calandosi alla perfezione nel suolo di trascinatore oltre che di bomber. È lui infatti a servire il pallone del pari a Neymar al 73′ con un gran movimento in area. E sempre lui nel finale a crossare per l’accorrente Jordi Alba, che insacca e regala i tre punti a Luis Enrique. Da registrare le due traverse colpite di testa da un Messi non ai soliti livelli. Da un suo pallone perso, nel tentativo reiterato di dribbling al limite dell’area avversaria, nasce infatti il contropiede che porta al vantaggio dell’Almeria (Bifouma 37′).
Fallisce l’aggancio al Barça il Sevilla che, dopo un buon avvio coronato dal vantaggio di Vitolo al 31’, getta via la vittoria per una papera del portiere Beto, che (forse stordito in precedenza dai due violenti contrasti con Krychowiak e Carriço) regala a Víctor il pallone del pareggio a dieci minuti dal fischio finale.
Occasione fallita anche per il Valencia, che perde i primi punti al Mestalla dopo un deludente 0-0 contro l’Athletic Bilbao e si lascia scappare l’opportunità di volare al secondo posto.







