di Fabio PARIS
Colchoneros e Merengues liquidano rispettivamente Malaga ed Eibar. La Pulce, con una tripletta al Siviglia, supera il record di Zarra e diventa il miglior marcatore di sempre nella storia della Liga.
Un Messi cattivo, determinato, affamato di gloria, è quello che ha trascinato alla vittoria il Barcelona nel match contro il Sevilla. Bastano infatti 10 minuti, al fenomeno di Rosario, per centrare la rete ed agganciare il tanto agognato record di Zarra. 253 gol, un primato che durava dal 1957. Messi lo eguaglia con un colpo dei suoi. Punizione a giro perfetta sulla barriera e palla nel sette dove Beto proprio non può arrivare. L’eco dell’impresa compiuta da Messi manda in archivio il primo tempo. La ripresa si apre però con il pari del Siviglia e con la clamorosa autorete di Jordi Alba che devia nella sua rete un tiro-cross di Vitolo. È Neymar, al 49’, che riporta avanti i blaugrana con uno stacco di testa vincente su punizione calciata da Xavi. Poi è Suarez, ancora in veste di assist man, a mandare in rete il grande ex dell’incontro, Ivan Rakitic che deve solo appoggiare di testa in porta il perfetto suggerimento dell’attaccante uruguagio. Da qui in avanti è una standing ovation per Messi che prima spedisce in rete il 4-1 con una veemente scivolata, anticipando anche Suarez e chiudendo un triangolo in contropiede con Neymar.
Poi chiude i conti al 78’ con un preciso rasoterra dal limite dell’area, dopo una sua classica azione partendo dalla destra. Il Camp Nou rende omaggio al suo miglior interprete, la Pulce, il più grande marcatore della storia della Liga con 253 gol. Il Barça torna a volare in classifica con 28 punti, a meno 2 dal Real mentre il Siviglia resta quinto a quota 23, a meno 3 dall’Atletico.
Proprio i Colchoneros di Diego Simeone tornano al loro miglior calcio, liquidando un buon Malaga. Al Calderon, il risultato si sblocca già al 12′. Corner di Koke e colpo di testa vincente di Tiago che brucia tutti sul primo palo regalando il vantaggio all’Atletico. Il Malaga sbanda e la squadra di Simeone gioca in scioltezza. La rete del 2-0 arriva al termine di un’azione capolavoro con Arda Turan che entra in area dalla destra e mette in mezzo una palla solo da spingere in rete. É Griezmann a ringraziare e costringere Kameni a raccogliere il pallone per la seconda volta in fondo al sacco. La partita sembra chiusa ma si riapre improvvisamente al 64′ quando Santa Cruz, su cross dalla sinistra di Castillejo, segna un gran gol al volo di destro superando Moya.
Il Malaga, reduce da cinque vittorie consecutive in Liga, crede nella rimonta ma al 73′ resta in dieci a causa dell’espulsione di Samuel per doppio giallo. All’83′ è quindi il solito Godin a chiudere i conti con un colpo di testa su assist di Tiago risolvendo una mischia davanti a Kameni. Prima del triplice fischio finale si ristabilisce la parità numerica, resta in dieci infatti anche l’Atletico per l’espulsione di Gabi. L’Atletico ritrova il suo smalto e tiene quindi il passo di Barça e Real.
Real Madrid che fa registrare numeri sempre più da record. Nona vittoria consecutiva in campionato, quattordicesima complessiva, a meno uno dal primato di Munoz e Mourinho. Il Real Madrid è una macchina perfetta e la vittoria sul campo dell’Eibar ha il sapore di una passeggiata.
Passeggiata, tuttavia, agevolata dal clamoroso errore del guardalinee che, in occasione dell’1-0 firmato di testa da James Rodriguez su cross di Cristiano Ronaldo, non si accorge di un evidente fuorigioco attivo di Benzema. Sbloccato il risultato al 23’, la partita diventa tutta in discesa per le merengues che al 43’ raddoppiano con il solito Ronaldo, bravo e fortunato a segnare col destro su assist di Carvajal. Il gol mette di buon umore Ancelotti che in panchina strappa un sorriso imitando la classica esultanza di CR7. La ripresa è poco più di una formalità. Al 70’ Benzema risolve una mischia nata da una caparbia azione di Marcelo sulla sinistra e firma il 3-0, all’83’ Ronaldo su rigore chiude il tabellino e festeggia la sua 20esima rete in 12 partite di Liga. Numeri da vero fuoriclasse e sprint finale per il Pallone d’oro lanciato alla sua velocità. Il numero con il quale si “beve” il difensore basco in occasione della prima rete merengue è da applausi, cucchiaio vellutato, in scioltezza ed a velocità supersonica. Giocatore di un altro pianeta.
Sorpresa a Valencia, con il Levante che supera per 2-1 i più blasonati cugini nel derby. Stesso risultato per il Villareal che si impone sul Getafe. Pari e ben 4 reti invece tra Elche e Granada, 2-2 il risultato finale. Torna infine a recitare il suo ruolo anche l’Athletic Bilbao che, nell’anticipo di venerdì, liquida l’Espanyol con un secco 3-1.







