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Mamma Ultrà: Calciatori adolescenti ai tempi del coronavirus

Il contenimento sociale ha fatto sì che la vita frenetica degli adolescenti calciatori abbia avuto una battuta d’arresto.

Da un giorno all’altro via la scuola, via gli amici, via il calcio. Smarrimento e confusione all’inizio sono stati la caratteristica di tutti i nostri ragazzi e poi è con grande soddisfazione personale e della collettività intera che possiamo evidenziare che gli adolescenti digitali criticati per la loro attitudine alla movida , ai social, alla mancanza di ideali si siano rivelati una vera e propria risorsa. Non hanno avuti esitazione per la didattica a distanza, comunicano tra loro in continuazione, scoprono il piacere di stare a tavola a lungo semplicemente a chiacchierare, soffrono per le libertà negate ma prevedono un futuro roseo.

Il calcio è nei loro pensieri e anche nei loro gesti quotidiani. Si palleggia in casa con qualsiasi oggetto, partecipano alle challenge dettate dai propri allenatori che a distanza tengono viva l’attenzione nei confronti del calcio. Il desiderio più grande è quello di tornare in campo che in questo momento rappresenta per loro non un semplice sport bensì l’espressione della propria libertà. Essere adolescenti ai tempi del coronavirus darà loro una maggiore consapevolezza della quotidianità e noi mamme ultrà non possiamo fare altro che esserne orgogliose. L’inattività non li ha resi dei leoni in gabbia come si poteva presupporre sbagliando, ma ha donato loro la possibilità di agire fermandosi comprendendo e soffrendo per la situazione assurda che il nostro paese sta attraversando, iniziando a ragionare con la testa loro. Giovani calciatori che crescono….

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