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Road to Brasil: Giappone

In Brasile il Giappone va in cerca del riscatto dopo la Confederetion Cup dello scorso anno

Dopo il continente americano, europeo ed africano, l’ultimo continente in cui facciamo tappa è l’Asia, che al Mondiale che comincerà tra pochi sarà rappresentata da ben 4 selezioni: Giappone, Australia, Iran,Corea del Sud. La prima tappa è il Giappone, selezione cresciuta moltissimo negli ultimi ed in grado di offrire grandi campioni come Honda e Nakata.

Dopo essere stato eclissato per anni da sumo, wrestling e baseball, il calcio e la rispettiva nazionale hanno acquisito una certa popolarità, specialmente dopo il lancio della J League nel 1992. Nel 1992 i nipponici riescono a vincere la loro prima Coppa d’Asia, battendo in finale l’Arabia Saudita l’8 novembre1992 con un gol di Takuya Takagi.

Nel 1994 il Giappone partecipa al girone di qualificazione per il Mondiale di USA ’94, ma non centra l’obiettivo. La sfida decisiva per la qualificazione, contro l’Iraq nel 1994, è nota con il nome diAgonia di Doha: i nipponici, costretti a vincere, falliscono nell’impresa e non riescono a qualificarsi. L’evento genera molta tristezza nel paese, che grazie alla J. League si è sempre più appassionato al calcio.

Dopo i Mondiali del ’94 il Giappone disputa, in qualità di Campione d’Asia, la Confederations Cup del ’95, ma non accede alla fase finale, realizzando un solo punto in tre partite. Nella Coppa d’Asia successiva, i giapponesi accedono alla fase finale, ma escono ai quarti contro il Kuwait, perdendo 2-0.

La prima presenza del Giappone al Campionato del mondo fu nell’edizione del 1998, dove fu eliminato al primo turno perdendo tutte le partite: 1-0 controArgentina e Croazia e 2-1 contro la già eliminata Giamaica. Prima Nazionale non americana ad essere invitata alla Copa América, nell’edizione del 1999 organizzata dal Paraguay, il Giappone esce al primo turno, classificandosi ultimo nel girone con i padroni di casa del Paraguay, il Perù, e la Bolivia.

Nel 2000, sale per la seconda volta sul podio dei vincitori. Dopo aver passato la fase a gironi, nei quarti di finale elimina l’Iraq con un pesante 4-1. In semifinale batte la Cina 3-2, ed infine sconfigge in finale l’Arabia Saudita 1-0 con rete di Mochizuki, alzando così al cielo la sua seconda Coppa d’Asia. Il buon momento continua con una gran prestazione in Confederations Cup:nel girone, vengono battuti il Canada e il Camerun, mentre un prestigioso 0-0 con il Brasile garantisce agli asiatici il primo posto in classifica. In semifinale è battuta l’Australia per 1-0, mentre cedono in finale alla Francia campione del mondo.

Due anni dopo ospita con la Corea del Sud il Mondiale del 2002, qualificandosi d’ufficio. Dopo il 2-2 contro il Belgio nella partita d’esordio, la squadra giapponese riesce a passare al turno successivo vincendo 1-0 contro la Russia e 2-0 contro la Tunisia. Tuttavia agli ottavi vengono fermati dalla rivelazione Turchia, che sarebbe poi arrivata terza, per 1-0. Anche nel 2003, il Giappone è invitato alla Confederations Cup, sempre in virtù del fatto che è la squadra Campione d’Asia in carica. Ma la nazionale giapponese non riesce a ripetere la buona prestazione di due anni prima: dopo il perentorio 3-0 alla Nuova Zelanda, infatti, perde 2-1 con la Francia e 1-0 con la Colombia, non avendo così accesso alla fase finale.

Dopo il Mondiale casalingo, il Giappone ottiene nel 2004 la sua terza Coppa d’Asia, seconda consecutiva, battendo ai quarti la Giordania ai calci di rigore, in semifinale il Bahrain per 4-3 ai supplementari, ed in finale la Cina con un 3-1. Anche l’edizione 2005 della Confederations Cup è da dimenticare per i Blue Samurai: la sconfitta con il Messico (poi vincitore del torneo) nella prima giornata rende inutili la vittoria sulla Grecia Campione d’Europa e il pareggio ottenuto quasi allo scadere contro il Brasile, eliminando il Giappone per differenza reti. L’8 giugno 2005 il Giappone si è qualificato per la sua terza volta ai Mondiali battendo la Corea del Nord 2-0 a Bangkok (campo neutro). A Germania 2006 è arrivata quarta nel Gruppo F, comprendente anche Australia, Brasile e Croazia: sconfitta per 3-1 nella prima partita contro l’Australia, pareggio 0-0 contro la Croazia e tracollo finale contro il Brasile, che vince 4-1 nonostante l’iniziale vantaggio nipponico. Il ciclo di vittorie continentali si interrompe nel 2007, quando il Giappone, dopo aver perso la semifinale con l’Arabia Saudita e la finale per il 3º posto con la Corea del Sud, si classifica quarto.

Ai Giochi olimpici di Pechino 2008 la squadra viene eliminata al primo turno: i nipponici patiscono 3 sconfitte in 3 partite contro Stati Uniti, Nigeria e Olanda, con un gol segnato e quattro subiti. In seguito al cambio di allenatore la Nazionale giapponese inizia il 2009 con delle amichevoli. Nei mesi successivi la Nazionale giapponese prevale sul Bahrain e in amichevole sul Cile, vincendo entrambe le partite. A giugno si qualifica ai Mondiali sudafricani, grazie ad un altro pareggio con gli australiani.

Nella fase finale del Mondiale 2010 il Giappone è inserito in un girone non facile con Paesi Bassi, Danimarca e Camerun. Ben disposto in campo dal rientrante CTTakeshi Okada, nella gara d’esordio ottiene una vittoria per 1-0 contro il Camerun, poi è sconfitto di misura per 0-1 dall’Olanda. Nello scontro decisivo per il passaggio del turno i nipponici battono per 3-1 la Danimarca e ottengono così il secondo posto del raggruppamento alle spalle dell’Olanda, qualificandosi per la fase ad eliminazione diretta. Agli ottavi sono sconfitti dal Paraguay per 5-3 ai rigori, dopo una partita combattuta terminata 0-0 ai tempi supplementari. Il Giappone ripete dunque il percorso di otto anni prima, nel Mondiale casalingo.

Il 30 agosto 2010 è nominato CT l’italiano Alberto Zaccheroni. Nell’ottobre del 2010 il Giappone consegue una storica vittoria in amichevole contro l’Argentina, imponendosi per 1-0 grazie ad un gol di Shinji Okazaki.

Nel gennaio 2011 vince la Coppa d’Asia dopo un cammino autorevole. Pareggiata la partita d’esordio contro la Giordania, ha la meglio sulla Siria e travolge l’Arabia Saudita, accedendo ai quarti. Contro il Qatar padrone di casa rimonta lo svantaggio e si impone con il punteggio di 3-2. La semifinale contro la Corea del Sud è combattuta e si conclude sul 2-2. Ai rigori i giapponesi vanno a segno tre volte, mentre i sudcoreani falliscono tre tiri consecutivi dal dischetto. In finale, la squadra di Zaccheroni prevale per 1-0 sull’Australia con un gol segnato nei tempi supplementari, laureandosi per la quarta volta campione in questa competizione.

Dal 3 al 24 luglio 2011 il Giappone avrebbe dovuto partecipare, su invito della CONMEBOL, alla Coppa America[3]. In seguito al terremoto di Sendai dell’11 marzo2011 e del conseguente disastro di Fukushima Dai-ichi, la Federazione calcistica giapponese aveva successivamente annunciato, il 4 aprile, il ritiro della nazionale dalla Coppa America, a causa del rinvio del campionato nazionale di calcio (la cui ripresa, a seguito della sospensione cagionata dal terremoto, è stata fissata per il 26 giugno), che avrebbe creato insormontabili problematiche di calendario con la competizione sudamericana. Il 14 aprile, tuttavia, la federazione calcistica nipponica è tornata sulla propria decisione e ha confermato la partecipazione del Giappone alla Coppa America, con una selezione di calciatori militanti nei campionati europei, per ovviare ai problemi di concomitanza con il campionato nazionale. Infine la Federazione calcistica del Giappone rinuncia definitivamente alla partecipazione alla Coppa America il 17 maggio, a causa della carenza di giocatori disponibili, lasciando il posto al Costa Rica. Il 15 novembre, il Giappone perde per 1-0 in trasferta contro la Corea Del Nord (partita per la qualificazione ai mondiali del Brasile che si disputeranno nel 2014), dopo che erano rimasti imbattuti dall’ultima sconfitta (Olanda-Giappone 1-0 19 giugno 2010,mondiali 2010,girone E), nonostante ciò il Giappone si è qualificato matematicamente al turno successivo.

Il 12 ottobre 2012 il Giappone sconfigge la Francia 1-0 per la prima volta nella storia, in un’amichevole disputata a Parigi. Nel giugno 2013 il Giappone prende parte alla Confederations Cup, in Brasile, dove è inserita nel gruppo A assieme ai padroni di casa verdeoro, l’Italia e il Messico. Perde la prima gara per 3-0 contro il Brasile mentre nella seconda sfida si arrende all’Italia per 4-3 (dopo essere stato in vantaggio di due reti) e questo sancisce la sua eliminazione dal torneo. Nell’ultima gara perde 1-2 contro il Messico concludendo all’ultimo posto del girone.

L’emergere del Giappone nel calcio è in parte anche dovuto ai fumetti (sia manga sia anime) nei quali, negli ultimi anni ha fatto la sua comparsa il campo verde; e dagli anni ottanta ne sono comparsi molti.

Probabilmente, il più noto al mondo è Holly e Benji, dove si racconta la storia di un bambino che vuole vincere il Mondiale con la maglia del Giappone. Altro cartone famoso, almeno quanto Holly e Benji è Inazuma Eleven, a sua volta ispirato da un videogioco per Nintendo DS che vede le gesta di Mark Evans (Endo Mamoru nella serie giapponese) e della sua squadra, la Raimon Junior High.

In questo manga/anime Endo vuole partecipare al football frontier ma molte insidie troverà nel suo percorso. Nella terza serie, Endo riesce ad arrivare in finale, battendo nazioni del calibro dell’Inghilterra, Argentina, Italia e Brasile, trovandosi in finale contro una squadra di una nazione africana inventata, probabilmente ispirata al Congo.

Da notare che il Giappone non è mai andato oltre agli ottavi di finale nella realtà. Nell’ultima serie uscita Endo diventerà un allenatore (della Raimon) e aiuterà i suoi ragazzi a distruggere il calcio corrotto.

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