Road to Brasil: Portogallo

In terra carioca il Portogallo va in cerca della prima storica vittoria mondiale

Il nostro viaggio verso Brasile 2014 continua in suolo europeo, tappa della giornata è il Portogallo. Il Portogallo giocò la prima partita ufficiale a Madrid contro la Spagna il 18 novembre 1921 perdendo 3-1 (Alberto Augusto fu l’autore della rete lusitana).

Dopo quasi un decennio di attività sporadica, la Nazionale affrontò la prima competizione ufficiale nel 1928, alle Olimpiadi di Amsterdam. Vinse in rimonta per 4-2 il turno preliminare contro il Cile (andata in vantaggio di due gol) e in seguito superò per 2-1 la Jugoslavia con un gol all’ultimo minuto. Ai quarti di finale fu eliminata dall’Egitto, per due reti ad una.

Tra il 1930 e il 1962 la Nazionale realizzò una poco lusinghiera serie di mancate qualificazioni al campionato mondiale: al Portogallo furono spesso fatali gli spareggi, tra cui ricordiamo quelli contro Spagna nel 1934 (due sconfitte, per 9-0 in trasferta e 2-1 in casa) e nel 1950 (una sconfitta per 5-1 a Madrid rese vano il 2-2 di Lisbona), Svizzera nel 1938 e Austria nel 1954 (un’umiliante 9-1 subìto a Vienna rese, di fatto, inutile il match di ritorno poi terminato in un pari senza reti).

Alle qualificazioni per il campionato del mondo 1958, la Nazionale lusitana riportò una vittoria, due sconfitte ed un pareggio contro Italia e Irlanda del Nord (furono poi i nordirlandesi a qualificarsi): anche nel 1962 la squadra non superò il girone di qualificazione, superato dall’Inghilterra. Per quanto riguarda il campionato europeo, nell’edizione 1960 i lusitani uscirono ai quarti di finale: nel 1964 invece, non si qualificarono poiché battuti dalla Bulgaria al termine di tre incontri, di cui due vinti dai bulgari. Solo nel 1966, grazie alla stella di Eusébio, considerato il miglior calciatore portoghese di tutti i tempi, la nazionale lusitana ben figurò ai Mondiali inglesi.

Il Portogallo giunse in Inghilterra dopo aver ottenuto quattro vittorie in sei incontri della fase di qualificazione (contro Cecoslovacchia, Romania e Turchia): nel primo turno della fase finale ottenne tre successi, rispettivamente contro Ungheria, Bulgaria e Brasile (Campione del Mondo in carica). Ai quarti di finale, avversaria la Corea del Nord, passò in svantaggio (0-3) ma compì poi una rimonta che determinò la vittoria finale per 5 a 3: in semifinale, cedette ai padroni di casa dell’Inghilterra che avrebbero poi conquistato il titolo.

Il Portogallo si consolò comunque grazie al terzo posto, ottenuto dopo il 2-1 all’Unione Sovietica, e ai gol di Eusébio capocannoniere del torneo con nove centri. lusitani mancarono poi le qualificazioni al campionato d’Europa 1968 ed al campionato del mondo 1970, piazzandosi secondi ed ultimi nei rispettivi gironi. Fallita la qualificazione agli Europei 1972 per due soli punti, in quell’anno parteciparono alla Coppa d’Indipendenza Brasiliana perdendo solo in finale contro i verdeoro che segnarono con Jairzinho ad un minuto dal fischio finale.

Quasi vent’anni dopo la partecipazione ai Mondiali 1966, nel 1984 la Nazionale partecipò all’Europeo in Francia: il cammino terminò in semifinale, proprio contro i transalpini. L’esperienza al campionato del mondo 1986 si rivelò fallimentare, con l’eliminazione al primo turno. Agli inizi degli anni novanta le selezioni giovanili nazionali fecero incetta di successi, conquistando due edizioni consecutive del Campionato mondiale di calcio Under-20 (1989 e 1991), un’Europeo Under-19 (1994), tre Europei Under-17 (1989, 1995 e 1996) e l’argento all’Europeo Under-21 nel 1994.

Di queste formazioni facevano parte calciatori del calibro di Luís Figo, Rui Costa e Fernando Couto: gli ottimi risultati conseguiti fecero indicare, da parte di tifosi ed esperti, la Nazionale come una delle possibili rivelazioni del terzo millennio. Al campionato d’Europa 1996 i lusitani non andarono oltre i quarti di finale, estromessi dalla Rep. Ceca.

Gli Anni 2000 segnano il definitivo rilancio lusitano sulla scena internazionale: tra i risultati di rilievo spiccano la semifinale nel campionato d’Europa 2000 (persa contro la Francia) ed il secondo posto nel campionato d’Europa 2004 (giocato in casa) in cui la Grecia sconfigge i portoghesi, curiosamente già battuti nell’incontro inaugurale.

Durante questo periodo, campioni come Cristiano Ronaldo e Deco, formatisi in patria, hanno ben presto lasciato il campionato locale per militare nelle più prestigiosi società del continente. Il rilancio è testimoniato anche dal terzo posto raggiunto al campionato del mondo 2006, traguardo mancante dal 1966. Dopo le deludenti partecipazioni al campionato d’Europa 2008 ed al campionato del mondo 2010, il campionato d’Europa 2012 vede il Portogallo eliminato in semifinale dalla Spagna ai rigori.

L’accesso al campionato del mondo 2014 viene centrato battendo la Svezia nello spareggio, con un aggregato di 4-2. Nonostante lo scarno palmares in cui non figura nessun titolo vinto, il Portogallo roster alla mano è senza dubbio tra le candidate per la vittoria finale in Brasile.

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