di Raniero MERCURI | 07 aprile 2014
Quando mancano ormai poco più di due mesi al via della rassegna iridata brasiliana, aumentano i dubbi del CT riguardo i giocatori da convocare, soprattutto nel reparto offensivo. Dai tormentoni Totti e Cassano, alle speranze di recupero di Giuseppe Rossi fino alle perplessità riguardanti i “deficit” comportamentali di Balotelli, e tanto altro ancora. Per Prandelli vietato sbagliare.
Ci siamo quasi. Poco più di sessanta giorni e torneremo tutti tifosi della Nazionale. Come da decennale (e forse triste) usanza della maggior parte dei tifosi del “Bel Paese”, che comed’incanto scatenano passioni, critiche, ansie e quant’altro sugli azzurri soltanto nelle sere d’estate mondiali o al massimo europee.
Sarà un mondiale fantastico e dannato allo stesso tempo. Da una parte il sogno del football che torna, dopo i Mondiali del 1950, lì dove l’allegria e la magia avvolgono i sogni di ogni appassionato. Dall’altra le tragiche ed assurde morti sul lavoro di diversi operai, impegnati nei cantieri degli stadi che dovranno ospitare la competizione (è di questi giorni la notizia dei pesanti ritardi nell’ultimazione dei lavori per lo stadio di San Paolo, che dovrà ospitare la gara inaugurale tra Brasile e Croazia, dopo il drammatico decesso di un operaio); non solo, sarà anche il Mondiale delle manifestazioni di protesta contro l’enorme spesa effettuata consoldi pubblici per allestireil carrozzone iridato.
In tutto questo il CT Cesare Prandelli si trova a dover fare delle scelte delicate ma decisive, probabilmente tormentate ma necessarie. Il novanta per cento dei dubbi riguardano il reparto offensivo: chi convocare? Scommettiamo che il tecnico di Orzinuovi non riuscirà a prendere sonno facilmente in queste settimane di “antipasto” brasiliano, consapevole che anche solo una scelta sbagliata o un’esclusione clamorosa potrebbe compromettere una competizione in ogni caso molto breve, dove basterà anche solo un particolare a fare la differenza. In palio l’immagine calcistica del Paese sulla scena mondiale che, al netto dei risvolti economici e di visibilità che racchiude in sé il moderno calcio industria, non ci sembra davvero poca cosa.
Tanti i nomi in ballo, alcuni di grande spicco, altri emergenti. Si va dalla classe intramontabile di Francesco Totti al genio “pazzo” di Cassano, dall’ “esuberanza” (eufemismo) di Balotelli all’istinto del gol del “vecchietto” Luca Toni, dall’incostanza tecnica di Osvaldo all’affidabilità di Gilardino, dall’esplosività di Cerci all’agonismo di Pazzini, fino ai giovani bomber emergenti e pieni d’entusiasmo che rispondono ai nomi di Immobile e Destro.
Scelte dure, scelte difficili. Partiamo con ordine: per quel che concerne Totti (si fanno sempre più insistenti le voci che vedrebbero Prandelli orientato per non convocarlo), crediamo che tutti gli sportivi italianilo metterebbero all’unanimità in cima alla propria lista mondiale, appartenendo ad una categoria chiaramente superiore a tutti gli altri attaccanti in lizza. Il problema del capitano giallorosso riguarda l’età e quindi il progressivo ed inevitabile deterioramento fisico. È un rischio convocare un giocatore ancora in ritardo di condizione dopo gli stop forzati di questa stagione? E con problemi legati ad un recupero completo proprio in virtù di una carta d’identità che dice trentasette primavere? Bel dilemma per il CT. Noi ci sbilanciamo: sì a Totti in Brasile. Per almeno quattro motivi: il primo è che centellinato durante la competizione garantirebbe un salto di qualità enorme agli azzurri, il secondo che farebbe aumentare il timore degli avversari nei confronti dell’Italia e l’autostima nei nostri giocatori (un po’ come avviene nella Roma), il terzo che tutta la spedizione italiana ne guadagnerebbe in immagine e prestigio. E il quarto motivo? Perché è semplicemente il più forte di tutti.
Per quanto riguarda gli altri, Prandelli non può a nostro avviso non tenere conto del campionato super di Antonio Cassano, certamente uno dei talenti più limpidi e allo stesso tempo incostanti del calcio italiano. Legittime da parte del CT le perplessità relative all’aspetto caratteriale del giocatore, tuttavia se pensiamo che nell’ultimo europeo il genietto di Bari Vecchia fece parte del gruppo vice campione d’Europa, non ci sembra impossibile “tenerlo a bada” anche nei prossimi Mondiali.
Capitolo Balotelli. Tra tutti sembra quello più sicuro del posto nella testa del commissario tecnico, anche a fronte di comportamenti non adeguati che hanno acceso nell’opinione pubblica un vivace dibattito sull’opportunità o meno di convocarlo per il Brasile. Detto che non parliamo certamente di un professionista esemplare, non vi possono essere dubbi sulle grandi doti tecniche di “Super Mario”, in grado, come già dimostrato negli Europei di due anni fa nella memorabile semifinale con la Germania, di saper fare la differenza.
Per finire gli altri. Le anonime stagioni di Osvaldo e Pazzini (condizionata da un brutto infortunio), dovrebbero metterli fuori dai giochi, anche se sorprendentemente l’oriundo sembra avere ancora buone possibilità. Gilardino è certamente un uomo fidato di Prandelli, e non è poco. Cerci ed Immobile stanno facendo una stagione straordinaria nel Torino, soprattutto il secondo, la cui mancata convocazione parrebbe quasi sacrilega. Destro ha iniziato a buttarla dentro con una frequenza disarmante, mentre Toni sembra letteralmente rinato con ben sedici gol all’attivo. Su tutti c’è la speranza nella testa di Prandelli e nel cuore degli italiani di recuperare Rossi dopo l’ennesimo infortunio subito al ginocchio. E’ dura, ma se ce la fa un posto è sicuramente suo.
Per il resto è bagarre totale. Ci sbilanciamo con i nomi dei fortunati sei che il CT porterà alla fine in Brasile nel reparto avanzato, dando Rossi out: Balotelli, Cassano, Gilardino, Immobile, Destro, Osvaldo. Gli altri in vacanza.
Se così fosse nutriremmo delle forti perplessità, soprattutto legate all’esclusione di Totti, ma anche quelle di Cerci e Toni andrebbero giustificate. Così come le convocazioni di Osvaldo e Gilardino non sembrerebbero convincere fino in fondo.
Ma siamo ancora alle supposizioni, ancora un po’ di tempo e sarà tutto nero su bianco. Con buona pace di tutti.







