Brasil 2014: Brasile ai quarti, battuto ai rigori un grande Cile

di Fabio PARIS

Grande spettacolo a Belo Horizonte. Gli ottavi di finale, dei campionati del Mondo di calcio, si aprono subito con una sfida, epica, tra la Nazionale verdeoro e la “Roja” cilena. Neymar e compagni la spuntano soltanto ai calci di rigore, dopo oltre 120′ di grande agonismo.

Una battaglia, più che una sfida di calcio, che ha visto contrapposte due formazioni pronte a tutto, pur di andare avanti nel loro mondiale. Una lezione di impegno, abnegazione, tenacia e spirito patriottico; ma anche classe, velocità, ritmo e bel gioco, laddove possibile produrne a dispetto del gran caldo di una gara giocata alle 13 (ore locali).

La partita, già nel pre-gara, si preannuncia spettacolare. L’unica nota stonata, di parecchio, sono i fischi dello stadio Minerão all’inno nazionale cileno. Nessuna sorpresa nelle formazioni, con Felipe Scolari che si limita ad inserire, come previsto, Fernandinho al posto di Paulinho a centrocampo e ad invertire gli esterni d’attacco relegando Hulk e Oscar rispettivamente sulle fasce sinistra e destra del tridente alle spalle di Fred. Risponde il ct Sampaoli con il solito 3-5-2 con Vidal, centrocampista a tutto campo, in appoggio al duo Vargas-Sanchez. Il primo quarto d’ora di gioco è sostenuto a ritmi forsennati da entrambe le squadre. Il Brasile appare in grande condizione e pronto a lottare su tutti i palloni. Al 3′ minuto entra subito duro Fernandinho su Aranguiz, ma l’arbitro, l’inglese Webb, grazia il centrocampista del City. Un minuto più tardi è lo stesso Aranguiz, in collaborazione con Medel, a restituire il favore a Neymar, costringendo il numero dieci verdeoro a richiedere le cure dei sanitari.

All’11’ Vargas cade in area, ma l’arbitro lascia correre. Due minuti più tardi la stessa sorte spetta ad Hulk, stesso copione, Webb decide che il gioco può continuare. Il Brasile alza ancora il ritmo, sugli sviluppi del secondo calcio d’angolo a favore dei verdeoro è Thiago Silva a far da sponda, sul corner battuto da Neymar, favorendo l’iserimento di David Luiz che insacca il gol del vantaggio al 18′. Il Brasile vive il suo miglior momento della gara. Grande pressing e ripartenze veloci. Neymar va via due volte, in grande accelerazione, verso la porta difesa da Bravo rischiando il raddoppio con un rasoterra di sinistro, il tiro termina però a lato.

Alla prima occasione, però, il Cile pareggia. Errore incredibile di Hulk che, sulla rimessa laterale battuta da Marcelo, tenta l’appoggio al volo di ritorno al compagno. La palla, corta e debole, è intercettata da Vargas che serve subito Sanchez al centro, l’attaccante blaugrana prende la mira e batte Julio Cesar con un rasoterra preciso alla sua destra. Doccia gelata per la Seleçao, verdeoro puniti al 32′ dal primo errore commesso. La reazione non tarda comunque ad arrivare, due minuti più tardi, Neymar duetta con Oscar e si presenta, in perfetto tempismo, al colpo di testa verso la porta cilena. La palla, indirizzata all’angolino in basso a asinistra della porta cilena, è provvidenzialmente deviata in corner da Silva. Quattro minuti dopo è ancora Neymar a rendersi pericoloso. Gran controllo al volo di petto a far fuori Silva, contrasto con Medel, palla che termina a Fred che da buona posizione conclude alto. Al 42′ è Dani Alves a rendersi pericoloso con un gran destro dalla distanza. Palla a scendere che per poco non sorprende Bravo che, con la mano di richiamo, riesce a deviare sulla traversa. Nel recupero della prima frazione, ancora il terzino del Barça è protagonista di un salvataggio miracoloso su Aranguiz, servito in area da Vidal.

Il secondo tempo si apre con un Brasile deciso a tornare in vantaggio ma, il Cile, sembra fisicamente in grado di contenere gli sforzi della Seleçao. Al 55′ Hulk segna. L’arbitro Webb, con grande decisione, annulla il gol per un tocco di mano del brasiliano che viene ammonito. Nel Cile esce l’autore dell’assist vincente, Vergas, ed entra Gutierrez. I ritmi iniziano a calare vistosamente. Il gran caldo, la fatica e la posta in palio iniziano ad essere avverite in maniera vistosa. Al 60′ Luiz Gustavo, diffidato, viene ammonito per un fallo su Vidal. Il Brasile continua ad accusare evidenti limiti nell’uomo designato a finalizzare l’azione. AL 64′ Fred, coperto dai fischi dei 65.000 di Belo Horizonte, lascia il posto a Jo.

Il Cile sembra però prendere il predominio del centrocampo grazie ad una maggior brillantezza dal punto di vista fisico. Al 65′ azione tutta tra ex Udinese, Isla e Sanchez triangolano in modo spettacolare prima di servire Aranguiz al centro. Tiro a colpo sicuro del cileno e miracolo a due mani di Julio Cesar. Una parata che vale un gol. Scolari corre ai ripari, fuori Fernandinho e dentro Ramires. Neymar sembra accusare il colpo subito ad inizio gara e così è Hulk che prende per mano la squadra nell’ultimo quarto d’ora, pronto a riscattre l’erroe sul gol cileno. Al 74′ serve un gran pallone a Jo che, clamorosamente, sbaglia davanti a Bravo. I centravanti dell’Atletico Mineiro, abulico e lentissimo, sembra già il più stanco in campo sebbene sia entrato da pochi minuti. All’81’ si rivede Neymar, suo il colpo di testa, su ottimo stacco, che Bravo para centralmente. Due minuti più tardi è ancora Hulk ad andare vicino al vantaggio. Grande azione sulla destra, va via a tre avversari e di destro impegna severamente Bravo.

Le squadre sembrano molto stanche e, a tre minuti dal novantesimo, Sampaoli corre ai ripari, chiamando in panchina uno stoico Vidal, per dar respiro alla manovra inserendo Pinilla come terminale offensivo. I novanta minuti si concludono sul punteggio di 1 a 1. Webb concede alle due formazioni una pausa prolungata prima dei due tempi supplementari da 15 minuti.

Hulk e Neymar provano subito a spingere conquistando una punizione da posizione invitante. Il tiro del numero dieci è però deviato in corner da Gutierrez. Continua a mancare ai verdeoro un riferimento di spessore nell’area avversaria. Jo si fa notare soltanto per un brutto fallo sul portiere Bravo in uscita, rimediando anche il cartellino giallo. Prima del 105′ ci prova due volte Hulk. La prima servendo Oscar che, di testa, conclude debolmente; la seconda, un minuto più tardi, scaricando un gran sinistro che Bravo allontana con i pugni.

I secondi 15 minuti iniziano con i due tecnici che spendo l’ultimo cambio a loro disposizione. Oscar lascia il posto a Willian e Medel, incredibilmente in campo con una gran fasciatura sulla coscia sinistra, deve arredersi al dolore ed essere sostituito da Rojas. Le squadre, ormai stanchissime, sembrano trascinarsi verso i calci di rigore. Al 120′ però è Pinilla a gelare il sangue nelle vene di un intero paese. Controllo e dribbling al limite dell’area, lascia partire un siluro di destro che si infrange in pieno sulla traversa, con Julio Cesar spettatore inerme.

L’ultimo sussulto del match è il preludio alla tensione dei calci di rigore. Le squadre si ritrovano a bordocampo. Entrambe unite in un abbraccio circolare, con i giocatori più rappresentativi a caricare i compagni designati. La lotteria, inesorabile, premia i padroni di casa e tradisce i giocatori della “Roja”. Tanti gli errori dal dischetto, frutto della tensione e della fatica. Sbagliano Willian, che calcia malamente fuori e Hulk, che si fa parare un tiro non proprio “incredibile” da Bravo. Dall’altra parte fa il fenomeno Julio Cesar. L’ex nerazzurro para i rigori di Sanchez e Pinilla. L’ultimo, decisivo, rigore è segnato da Neymar, freddo, lucido, determinante come sempre. Gli uomini di Sampaoli tentennano, in un momento di smarrimento sembra mancare l’ultimo tiratore. Sul dischetto va infine Jara che, sfortunatamente, colpisce il palo alla sinistra di Julio Cesar.

Il Brasile vola ai quarti, ma il Cile di questa sera ha portato dentro di sé lo spirito invincibile dei suoi 33 minatori, rimasti intrappolati sottoterra per 69 giorni, capaci di sconfiggere qualsiasi paura.

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