I segreti dell’Hellas Verona: Ivan Juric, la vera sorpresa di questa Serie A

In un mondo (calcistico) dove tutti parlano della Juventus di Sarri, dell’Inter di Conte e della Lazio di Simone Inzaghi, c’è una squadra che finora è sempre passata in sordina, ma che ora, risultato dopo risultato non può più essere ignorata, nemmeno volutamente: stiamo parlando dell’Hellas Verona di Ivan Juric, che appena due settimane fa ha battuto la prima della classe.

Investimento oculato
La squadra di Maurizio Setti, insieme al lavoro dell’allenatore Juric, ci sta dando una lezione davvero importante: non è vero che per vincere bisogna spendere, e quello che sta facendo finora l’Hellas Verona, ne è la prova. Dopo la retrocessione in Serie B nella stagione 2017-2018, l’Hellas è tornata subito nel massimo campionato italiano, senza però “spendere e spandere” per ottenere risultati. In maniera davvero ponderata infatti, è stata costruita una squadra secondo una logica precisa, che corrisponde alle idee dell’allenatore. Sono stati presi alcuni giovani in prestito, come Tutino, Dimarco e Gunter, assieme a tre colpi a titolo gratuito che stanno rendendo benissimo: Lavovic, Veloso e Borini. I primi due provenienti dal Genoa, quest’ultimo invece, dal Milan. È stato speso un milione di euro per portare a Verona l’ala sinistra Antonino Ragusa dal Sassuolo, assieme ai due e ai quattro milioni per accaparrarsi Amir Rrahmani e Sofyan Amrabat, giocatori che hanno mostrato un exploit clamoroso. Il loro valore di mercato si è infatti raddoppiato, tanto che il loro destino è già segnato: Amrabat a fine stagione raggiungerà la Fiorentina, mentre Rrahmani il Napoli, portando nelle casse della società un totale complessivo di ben trentacinque milioni di euro. Un vero e proprio tesoretto.
“Giocare a calcio”

Ma come fa una squadra partita con l’obiettivo di raggiungere una salvezza tranquilla, a ritrovarsi in piena lotta per l’Europa League?
La risposta è semplice: l’Hellas Verona gioca un calcio moderno, grazie al tocco di Ivan Juric. L’allenatore croato ha conferito alla sua squadra una precisa identità di gioco, che i suoi ragazzi stanno esprimendo al meglio delle loro potenzialità. Schierati con un “semplice” 3-4-2-1, sono due le colonne portanti del centrocampo di questa squadra: Amrabat e Veloso. Il primo ha sempre il compito di pressare gli avversari, rendendo difficile la costruzione di gioco (come nel caso della partita contro la Juventus, dove Pjanic non ha mai avuto tempo di ragionare), il secondo invece è quello che ha il compito di dettare i tempi. Ogni pallone della fase offensiva, passa infatti dai piedi di Miguel Veloso, che scartato dal Genoa perché ritenuto ormai superfluo, sta giocando una stagione davvero ad alti livelli, forse come non ne giocava da tempo. Nella partita con la Lazio ad esempio, il centrocampista portoghese ha avuto tra i piedi la bellezza di settanta palloni.

Altre due pedine fondamentali per gli schemi di Juric, sono Faraoni e Lazovic. Entrambi coprono le fasce, la destra il primo, e la sinistra il secondo. Faraoni, promessa da tempo immemore, sta trovando a Verona l’ambiente giusto in grado di valorizzarlo, e lo sta dimostrando a suon di prestazioni: nella gara contro il Milan a San Siro è anche arrivato il goal. Lazovic invece, arrivato a parametro zero dopo essere stato anche lui scartato dal Genoa, sta facendo rimpiangere chi ha smesso di credere in lui: finora ha messo a referto un goal e quattro assist, oltre a prestazioni di grande qualità. Quello che infatti i due esterni sono chiamati a fare, è di spingere con grande intensità lungo tutta la fascia, aiutati anche dal difensore centrale Kumbulla: nella partita contro la Lazio, il difensore albanese si è presentato spesso al limite dell’area di rigore laziale, dalle parti dove agiva Lazovic. Cosi facendo, Kumbulla ha costretto Patric agli straordinari. Un’altra caratteristica di questa squadra riguarda poi il ruolo della punta: pur avendo a disposizione delle “punte di peso” come Pazzini, Borini e Stepinski, Juric chiede ai suoi attaccanti di svariare spesso. Borini ad esempio parte da trequartista, ma in alcune occasioni si alza a punta centrale e viceversa, per non lasciare mai un riferimento ai difensori.

Il futuro di questo Verona
Il Verona sta lottando per entrare nella prossima Europa League, obiettivo che andrebbe a coronare una stagione stupenda: non dimentichiamoci infatti che appena due anni fa, la squadra di Maurizio Setti salutava la Serie A per retrocedere in Serie B. E da neopromossa sta disputando una stagione pazzesca. Ma quale sarà il suo futuro? Europa o non Europa, a fine stagione andranno via due “pezzi pregiati” come Amrabat e Rrahmani, oltre a giocatori come Kumbulla, che sarà sicuramente corteggiato dai club di mezza Europa. La società dovrà fare delle scelte ben precise: pensare solamente a far cassa, o investire le entrate per continuare a dar vita a quanto di buono Ivan Juric. Perché le basi per diventare “la nuova Atalanta” ci sono tutte.

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Matteo Paniccia

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