Un filo sottile che collega la Norvegia a Thiago Alcantara, con una lunga sterzata che arriva addirittura al Barcellona passando infine per Juventus e Inter. Sembra un indovinello, ma in realtà è semplicemente un excursus delle tappe salienti e dei sogni più reconditi di uno dei numerosi talenti sfornati dalla selezione norvegese, che tanto nell’ultimo periodo sta facendo parlare di sé. Già, perché oltre ai vari profili maggiormente blasonati che da tempo occupano il centro della ribalta calcistica internazionale come Erling Braut Haaland, Martin Odegaard oppure Jens Petter Hauge, solo per citarne alcuni, esiste una lunga schiera di giovani che aspettano solo il proprio momento per dimostrare il loro valore. E tra i vari Oscar Bobb e Bryan Solhaug Fiabema, nomi che forse diranno qualcosa solamente agli addetti ai lavori, spicca senza dubbio un’autentica perla che pare aver già stregato i più grandi club d’Europa: stiamo ovviamente parlando di Odin Thiago Holm, centrocampista classe 2003 attualmente in forza al Vålerenga, formazione principe dell’omonimo quartiere della città di Oslo.
I più attenti avranno già notato una particolarità linguistica riguardante il wonderkid venuto dal nord: oltre al nome Odin e al cognome Holm, tipici norvegesi, spicca anche Thiago, quantomeno insolito per un ragazzo proveniente da tali zone. La verità è tanto sottile quanto romantica. I suoi genitori, con il primo nome del giovane, decidono di omaggiare niente meno che la divinità scandinava Odino, dio della guerra ma anche dell’arte e della poesia. Un giorno del 2017, invece, lo stesso ragazzo inizia la sua personale battaglia, poi vinta, per adottare legalmente quel secondo nome, che tanto attira l’attenzione, in modo da omaggiare il suo idolo di sempre. Sì, proprio quel Thiago Alcantara, un altro che di poeticità e opere d’arte, questa volta con un pallone tra i piedi, se ne intende eccome.
Odin Thiago Holm: il giovane che ha stregato Inter, Juventus e non solo
Un predestinato del mondo del calcio, sono in molti a pensarlo. Ecco perché fa ancora più sorridere l’eventualità che da bambino Holm potesse abbandonare definitivamente quello sport che tanto gli si addice: “Non reputavo il calcio così interessante quando avevo sei anni. Nella mia vita ho sempre avuto la necessità di padroneggiare tutto fin da subito ed è per questo che non è stato prima di un paio di anni più tardi che ho deciso che sarai voluto diventare un professionista” racconta durante un’intervista per il sito di NF Academy. I risultati, da quel momento in avanti, sono sotto gli occhi di tutti. Tanto che iniziano ad arrivare chiamate da diversi top club del Vecchio Continente: “Dall’età di 12 anni ho giocato per il Trygg Lade e l’Heimdal, ho fatto anche provini con Liverpool e Midtjylland. Anche Inter e Manchester United mi avevano invitato, ma ho rifiutato quando il Ranheim mi ha promesso di farmi entrare in prima squadra” rivela il giovane campione.
È dunque nel club di Trondheim, sua città natale, che prosegue nel suo percorso di crescita, che lo condurrà nel 2019 ad un bivio di calciomercato: quale scegliere tra le allettanti proposte presentate da parte del Rosenborg o del Vålerenga? “È stata una decisione naturale” conferma Holm a NRK Sport. A strappare il sì sono stati i secondi, soprattutto grazie alla presenza in panchina di Ronny Deila, allenatore che ai tempi del Strømsgodset ha fatto esordire un certo Martin Odegaard. Dalle parti dei primi, invece, ancora rimpiangono di non aver proposto abbastanza spazio al centrocampista. Ed è così, che in una dura battaglia di mercato, i bianconeri di Norvegia sono rimasti con un pugno di mosche in mano.
Ma, ad onor del vero, il Rosenborg non è l’unico club a tinte bianconere ad avere dei rimpianti. L’aneddoto in questo caso riguarda la Juventus, che nel 2019 aveva ottenuto il via libera per effettuare un provino con il giovane. Gli scout della Vecchia Signora erano rimasti stregati dalla sua classe palla al piede, dalla sua capacità di calamitare il pallone e di organizzare il gioco non solo con grande tecnica e visione, ma anche con una discreta personalità. Odin era dunque pronto a partire in aereo con papà Owe, ma ad un passo dal decollo tutto è saltato di comune accordo tra il ragazzo, i genitori e il Vålerenga. “L’interesse delle big indica che sto facendo bene. Ma penso che allenarsi ogni giorno qui sia meglio che andare in un’academy all’estero” dichiara senza giri di parole a Tibsladet.dk.
Scheda e caratteristiche tecniche: chi è Odin Thiago Holm
Niente da fare, almeno per ora, per le grandi potenze calcistiche europee: Holm ha firmato il prolungamento fino al 2023 con il suo Vålerenga. Ancora una volta segno di come, nonostante l’ammaliante interesse di molti, il giovane voglia affrontare le cose con calma, un passo alla volta. Una volontà già tradotta in fatti con i rifiuti alle sopracitate proposte, ma anche con la decisione lo scorso anno di proseguire la stagione in prestito al Tiller IL e non al Vålerenga come preventivato, in modo da terminare vicino casa con attenzione e senza pressioni la scuola secondaria inferiore. Inserito dal Guardian nella Next Generation 2020, la lista dei migliori prospetti del calcio mondiale, Odin cerca di riproporre in campo quanto appreso dal suo idolo Thiago Alcantara. Che sia come vertice basso o mezzala in un centrocampo a 3 oppure come ispiratore di gioco sulla trequarti, infatti, il giocatore sa sempre farsi trovare pronto per dettare i tempi del gioco dei suoi. Ulteriori punti a suo favore sono inoltre l’eleganza che contraddistingue le sue movenze e le non indifferenti capacità balistiche.
Quello che spicca maggiormente fin qui del suo percorso di crescita, però, è senza dubbio la sempre maggiore attenzione che pone nella fase di non possesso: nonostante non possieda grandi mezzi fisici, riesce comunque con intelligenza tattica e tenacia a farsi valere con intercetti e contrasti con gli avversari. Scongiurando ulteriori infortuni, che sin qui lo hanno limitato, e migliorando dal punto di vista atletico e della creatività, potrà scalare ulteriormente le gerarchie del calcio europeo facendosi valere non solo nella giovanili della selezione scandinava ma anche in Nazionale maggiore. Partendo dalla Norvegia, con un mostro sacro del centrocampo moderno come Thiago Alcantara nel mirino. Nel futuro, chissà, il Barcellona, club dove lo stesso regista spagnolo è fiorito e nel quale lo stesso Holm dichiara di voler approdare un giorno. Nel mezzo, una serie di sliding doors tra rifiuti a grandi club e decisioni da dentro o fuori. E qui il cerchio si chiude, lasciando però aperto un ambizioso spiraglio per il talentuoso 2003: il meglio deve ancora venire.







