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Adolfo Gaich, un Tanque per il Benevento di Pippo Inzaghi

Cresciuto nel mito di Lewandowski, Kane e Cavani, adesso El Tanque Adolfo Gaich avrà un nuovo maestro: Pippo Inzaghi, che sulle spalle del classe '99 potrebbe fondare l'attacco del Benevento che verrà. Ecco chi è il giovane centravanti argentino

Nella fin qui ottima stagione disputata dal Benevento, che tra un calcio sempre propositivo e un’impronta tattica ben delineata si sta segnalando a centro classifica nella nostra amata Serie A, solo uno sembra essere il cruccio di Pippo Inzaghi: le poche marcature segnate dagli attaccanti e, più nello specifico, dal parco dei centravanti. Sembra una contraddizione visto che ogni domenica sulla panchina sannita si siede un uomo da 316 reti in carriera, ma Lapadula e compagni stanno faticando e non poco a trovare la via del gol. In soccorso è arrivato puntuale il mercato di riparazione di gennaio, che ha consegnato ai campani un giovane gioiello in cerca di riscatto pronto a farsi largo tra le difese avversarie grazie ai suoi centimetri. Classe ’99, Adolfo Gaich non è di certo una sorpresa per gli amanti del calcio internazionale: dopo vari interessamenti da parte di club italiani, il gigante originario di Cordoba aveva infatti rimandato negli scorsi mesi il suo appuntamento con il Bel Paese per accasarsi al CSKA Mosca. Un’esperienza da dimenticare in fretta per il bomber, che mai si era ambientato a pieno in terra russa e che spera ora di ritrovare il sacro fuoco che anima il suo calcio proprio con la maglia giallorossa del Benevento.

Chi è Adolfo Gaich: la storia del nuovo acquisto del Benevento

Determinazione: questa la parola chiave che riassume l’ancora breve parabola calcistica del talentuoso attaccante argentino. Gaich cresce infatti a Bengolea, una piccolissima cittadina nei pressi di Cordoba. Qui lo sport che andava per la maggiore era la pallavolo e il calcio, a differenza di quanto accade in altre comunità argentine, occupava un ruolo talmente marginale che per diversi anni gli abitanti non erano stati in grado di radunare undici giocatori per comporre una squadra. Questo però non ferma di certo l’ancora giovane centravanti, che prosegue così per la sua strada iniziando a muovere i primi passi all’interno del magico mondo del football. Per lui il suo futuro è sempre stato chiaro: vuole fare il calciatore e si era ripromesso che un giorno o l’altro ci sarebbe riuscito davvero. Tanto che, ancora bambino, già si immagina a calcare i maggiori campi su suolo europeo. Un sogno che fin dalla tenera età coltiva con passione e grande fame, quel sentimento irrefrenabile che lo spinge all’età di 6 anni a chiedere ai suoi genitori di iscriverlo ad un corso di inglese, in modo da prepararsi per tempo per ì un suo eventuale viaggio oltre oceano per lo sport.

Nonostante le delusioni e le difficoltà, il ragazzo non si abbatte. A nulla servono le bocciature in alcuni provini con diverse big del calcio sudamericano come River e Lanus: Gaich è una vera forza della natura e nel 2014 il San Lorenzo decide di ingaggiarlo, facendo felice soprattutto il padre del ragazzo che da sempre è tifoso dei Cuervos. L’anno della sua consacrazione, però, è il 2019. Nel Sub-20, infatti, è lui l’assoluto protagonista della sua Argentina. Quel palcoscenico tanto prestigioso gli vale un anno più tardi la chiamata dal CSKA, dove però qualcosa va storto. Ed è qui che giunti ai giorni nostri entra in gioco Pippo Inzaghi, chiamato ad una doppia missione: ravvivare il proprio attacco per il bene del Benevento e, parallelamente, far rendere al meglio lo stesso classe ’99.

Caratteristiche tecniche e analisi tattica: la scheda su Adolfo Gaich

Ben 190 centimetri di altezza, una voglia matta di spaccare sempre in due la partita e di rendersi protagonista in zona gol e non. Gaich è conosciuto dal pubblico argentino come “El Tanque”, ovvero “Carro Armato”, e il motivo è presto detto: il talento dell’Albiceleste fa della fisicità la sua arma migliore, una caratteristica che sa sfruttare in diverse situazioni tattiche. Grazie alla sua stazza riesce infatti a far salire la squadra giocando spalle alla porta, ma anche a farsi vedere negli ultimi sedici metri battagliando con il diretto marcatore per provare ad insaccare la sfera in rete. Ma l’ex San Lorenzo non è solo questo. Un’altra freccia nel suo arco sono i movimenti nello spazio, che grazie alla sua rapidità risultano mortiferi per le difese avversarie in particolare a campo aperto. “Ha alcune lacune tecniche – afferma a Gianlucadimarzio.com Claudio Biaggio, tecnico che lo fece esordire in prima squadra al San Lorenzo – Non è goffo, ma non è un centravanti che fa dribbling o tunnel. È un giocatore che protegge il pallone, lo puoi lanciare in avanti e lo lasci correre: lì sa scatenare la sua potenza ed è molto difficile da marcare per via del suo fisico”.

Abile nel gioco aereo, con uno spiccato senso del gol e inarrestabile in area di rigore, se inserito nel giusto contesto e con una corretta preparazione atletica Gaich potrebbe finalmente esplodere alla corte di Inzaghi, uno che di bomber se ne intende eccome. Cresciuto nel segno di Lewandowski, Kane e Cavani, ma con idolo indiscusso Leo Messi, il nuovo centravanti del Benevento vuole fin da subito riscattare gli ultimi mesi trascorsi a Mosca e dimostrare finalmente il suo valore anche nel Vecchio Continente. E dopo quella promessa fatta a sé stesso quando ancora era un bambino, non sembra intenzionato a lasciarsi scappare questa occasione.

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