Allarme SPID: la nuova truffa digitale che sta colpendo l’Italia

Dalla sottrazione della tredicesima alla clonazione dell’identità, ecco come funziona la truffa del falso SPID e i consigli per difendersi

Foto di Mikhail Nilov: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-persone-notte-scuro-6963098/

La truffa del falso SPID si sta rapidamente diffondendo in tutta Italia, colpendo in particolare dipendenti pubblici e pensionati. Dopo il caso della tredicesima rubata a una lavoratrice romana, emerge ora un secondo episodio ai danni di un pensionato lombardo. Ma come agiscono i truffatori e cosa si può fare per proteggersi? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Spid, cos’è e come funziona

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è il sistema che consente di accedere, con un’unica identità digitale, ai servizi online della Pubblica amministrazione e di enti privati aderenti. Per utilizzare correttamente lo SPID, è necessario disporre di una coppia di credenziali personali (username e password) rilasciate da uno dei gestori di identità digitale accreditati da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale).

Per ottenere lo SPID occorrono:

Un documento di identità italiano valido

Tessera sanitaria o codice fiscale

Indirizzo e-mail

Numero di cellulare personale

È importante che e-mail e telefono, anche se non intestati direttamente al richiedente, siano utilizzati esclusivamente da lui, per garantire l’affidabilità delle verifiche di sicurezza.

Come funziona la truffa del falso SPID

La truffa del falso SPID sfrutta una possibilità legale poco conosciuta: è infatti possibile attivare più identità SPID con diversi gestori, usando gli stessi dati anagrafici ma indirizzi e-mail e numeri di telefono differenti.

I malintenzionati approfittano di questa opportunità per clonare l’identità digitale di una persona, accedere a portali riservati, modificare dati sensibili e perfino richiedere finanziamenti o deviare bonifici su conti correnti falsi.

I casi più recenti: dipendente pubblica e pensionato truffati

Due recenti episodi hanno portato alla luce l’allarme:

Una dipendente pubblica di Roma si è accorta del mancato accredito della tredicesima. Dopo vari controlli, ha scoperto che le sue coordinate bancarie erano state modificate sul portale NoiPA e i soldi erano stati trasferiti su un conto BBVA a Milano, creato dal truffatore. L’hacker era riuscito ad attivare due SPID e una Carta Nazionale dei Servizi, ottenendo accesso a documenti sensibili come buste paga e CUD.

Un pensionato lombardo, coinvolto in una procedura giudiziaria per un amministratore di sostegno, ha caricato documenti personali online. Qualche tempo dopo, è stato contattato da una banca romana per confermare l’apertura di un conto corrente a suo nome, mai richiesto. Il tentativo di frode è stato sventato solo grazie alla tempestiva denuncia ai Carabinieri per furto d’identità.

Come difendersi dalla truffa del falso SPID

La frode legata allo SPID è in forte crescita, come conferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Per questo motivo, l’associazione ha diffuso un vademecum con semplici ma fondamentali misure di sicurezza:

Attivare gli alert bancari per ricevere notifiche in tempo reale sui movimenti del conto

Controllare periodicamente sul sito di AgID quali SPID risultano attivi a proprio nome

Contattare subito AgID in caso di attività sospette

Non condividere mai documenti personali via e-mail o WhatsApp, nemmeno con presunti operatori bancari

Utilizzare sempre i canali ufficiali per comunicazioni con enti o istituti

Attivare l’autenticazione a due fattori, sia per SPID che per altri servizi digitali sensibili

Conservare con cura le credenziali SPID e cambiare regolarmente le password, usando combinazioni complesse e diverse per ogni servizio

In caso di truffa, è fondamentale denunciare immediatamente alle autorità e bloccare le carte contattando tempestivamente la propria banca.

La truffa dello SPID rappresenta una nuova frontiera della criminalità digitale, capace di colpire in modo subdolo anche gli utenti più attenti. La prevenzione e la consapevolezza digitale sono le prime vere difese per proteggere la propria identità online.

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