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Esclusiva FM: intervista a Mario Fontanella

Intervista esclusiva a Mario Fontanella, bomber del campionato maltese.

Esclusiva FM: intervista a Mario Fontanella

Un passato nei dilettanti in Italia, tra le giovanili nel Napoli e numerose esperienze in Serie D, poi l’esodo nel campionato maltese, dove Mario Fontanella è diventato un vero e proprio bomber in grado di segnare oltre trenta reti a stagione: oggi si è concesso in eslcusiva a Football Magazine.

Ciao Mario, benvenuto su Football Magazine! Nella tua carriera troviamo le giovanili con il Napoli, poi Barletta, Bastia e Budoni in Serie D. Cosa ti è mancato per affermarti a livelli migliori? Considerato che al Budoni hai siglato ventisette reti in trenta presenze, numeri da un attaccante di alto livello.

“Questa è una domanda che mi pongo a volte anche io. Credo che oltre i goal, si tratta anche di essere al posto giusto al momento giusto. Mi è mancato una persona che mi seguisse concretamente e che credesse in me, quando era ancora molto giovane”.

Quali credi che siano le differenze tra il campionato maltese e una Serie C italiana?

“Il calcio maltese rispetto a cinque anni fa, quando sono arrivato qui, è cambiato molto. Nell’ultimo periodo sono arrivati nel calcio italiano nomi di alto profilo, come ad esempio Cristian Zaccardo”.

Proprio nel campionato maltese hai trovato la tua giusta dimensione: 40 reti con la maglia del Valletta e 58 con quella del Floriana. Se domani arrivasse una telefonata dalla Serie C, torneresti in Italia?

“Paradossalmente, di chiamate ne sono arrivate tante, al contrario di quando invece segnavo e convincevo in Serie D. Ma non tornerei in Italia così su due piedi, soprattutto per andare a giocare in Serie C. Oltretutto con la situazione che sta vivendo l’Italia, sia a livello economico che calcistico per quanto riguarda le serie minori”.

In questa stagione, con il Valletta hai anche “assaggiato” l’Europa: avete eliminato il Dudelange nel primo turno preliminare di Champions League, grazie a due pareggi dove tra l’altro hai anche segnato; poi l’eliminazione contro il Ferencvaros, e la doppia sconfitta nel terzo turno preliminare di Europa League contro l’Astana…

“Già, c’è stato molto rammarico per l’eliminazione, ma credo di aver dato il massimo, perlomeno a livello personale. Giocare e segnare davanti a 40 mila persone è stata una grossa soddisfazione, anche se poi purtroppo siamo stati eliminati”.

Nel corso degli ultimi anni paesi come Svezia, Danimarca e Polonia hanno iniziato a investire molto sui giovani, tirando su campioni come Haaland. A Malta si sta procedendo nella stessa direzione o c’è un modello diverso?

“Per quello che vedo giornalmente con i miei occhi, posso assicurare che a Valletta c’è una generazione di talenti. Serve solamente il coraggio di farli uscire, di proporli all’estero o nelle piazze più importanti. Rispetto agli ultimi anni però, i vivai giovanili hanno certamente subito un grosso miglioramento”.

La partita più emozionante della tua carriera?

“La partita più emozionante della mia carriera è senza dubbio quella dello scorso maggio, quando abbiamo vinto il campionato all’ultimo respiro: l’ultima giornata di campionato non è bastata a decretare un vincitore, e cosi abbiamo disputato uno spareggio, dove all’ultimo minuto siamo arrivati ai calci di rigore; io ho tirato e segnato quello decisivo per la vittoria”.

Se domani arrivasse una chiamata dall’Italia per andare a giocare in Serie C, accetteresti?

“In realtà ne sono già arrivate tante, ed è paradossale: quando ero in Italia, in Serie D, pur segnando moltissimo nessun club di C mi ha mai cercato; ora che invece gioco e continuo a segnare in un palcoscenico sicuramente meno importante, di chiamate ne sono arrivate tante. Ma non tornerei mai in Italia per approdare in Serie C. Sia per come sta evolvendo la situazione del calcio italiano, sia per gli stipendi, mediamente molto più bassi rispetto a quello che posso percepire qui a Malta. E per un padre di famiglia, oltre che un calciatore, questo è un fattore molto determinante”.

 

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