Che cos’è la tradizione nel calcio? Non è semplice dare una risposta univoca, ma cercando di avvicinarsi nel grado maggiore possibile a quella che è l’accezione più diffusa tale termine si potrebbe definire come la capacità di rinnovare costantemente i propri cicli vincenti, instillando una mentalità dominante all’interno del DNA del club e di tutte le sue componenti in modo da restare sempre ai vertici nazionali ed internazionali. Oppure, semplificando in due parole basterebbe dire “Bayern Monaco”. La formazione bavarese non ha assolutamente bisogno di presentazioni. Quanto raggiunto da Flick e dai suoi ragazzi è sotto gli occhi anche dei meno attenti: tutti i trofei conquistabili della scorsa annata calcistica (Bundesliga, Coppa di Germania, Champions League, Supercoppa UEFA, Supercoppa di Germania e Mondiale per Club), infatti, si sono tinti di rosso e hanno preso la residenza nella scintillante sede del club più vincente della storia tedesca.
Per rimanere al top del calcio che conta come fatto dagli attuali campioni d’Europa e del Mondo negli ultimi anni, però, non basta fare incetta dei migliori calciatori presenti nel panorama internazionale. La chiave dei trionfi passa infatti anche dalla programmazione, dalle idee sul campo e dalla lungimiranza per quanto riguarda il lavoro da svolgere con le nuove leve, in grado di crescere per dare il cambio, un giorno o l’altro, ai fenomeni già affermati che popolano lo spogliatoio dei Roten. Anche in quest’ultimo caso, la semplificazione arriva in nostro soccorso e punta dritta ad altre due parole che insieme stanno facendo letteralmente il giro del globo nelle ultime settimane: Jamal Musiala, ovvero l’ennesimo golden boy che si sta imponendo tra le fila del Bayern. Un autentico record breaker sia in Bundes che in Champions: ecco chi è il promettente trequartista classe 2003 che si è preso la scena a suon di reti e prestazioni da capogiro.
Chi è Jamal Musiala: passato Chelsea, presente e futuro Bayern Monaco
26 febbraio 2003: a Fulda, città nei pressi di Francoforte, nasce il piccolo Jamal. Sua madre è tedesca, mentre suo padre è nigeriano-inglese. E proprio verso l’Inghilterra si sposta il focus della vita della famiglia. Il bimbo inizia a muovere i primi passi sul rettangolo verde nel TSV Lenherz, ma all’età di 8 anni è già tempo di volare oltremanica: la famiglia, infatti, si trasferisce nell’Isola della Regina per via degli studi della mamma di Musiala ed è qui che il bambino prosegue nel suo percorso di crescita calcistico e non. Dopo una manciata di mesi nel vivaio del Southampton il promettente wonderkid viene notato dal Chelsea, che non ci pensa un attimo a farlo entrare nella propria Academy. Grazie ai Blues ha inoltre la possibilità di accedere alla Whitgift School di Croydon, istituto che ha ospitato diversi giovani talenti in rampa di lancio dello sport inglese. Tra questi anche Callum Hudson-Odoi, figura che come vedremo negli anni successivi avrà un’incidenza più che marcata nella vita del classe 2003. Tra le fila dei londinesi l’avventura del ragazzo prende una piega ben precisa. Inizia infatti a farsi notare da sotto età nelle varie categorie del settore giovanilie, dimostrando una superiorità tecnica disarmante sia nelle competizioni domestiche che in quelle con la Nazionale inglese: a 13 anni ha infatti l’onore di debuttare nell’Under 15 dei Tre Leoni e quando ne ha solamente 15 esordisce nell’U18.
Dopo stagioni esaltanti, però, ecco l’ennesima sliding door della sua giovane carriera. Il Bayern Monaco nel 2019 inizia ad interessarsi ad una delle stelle del Chelsea, mettendo sul piatto addirittura 38 milioni di euro e la maglia numero 10 di Arjen Robben: è proprio Hudson-Odoi l’oggetto dei desideri dei bavaresi, che però nonostante le insistenze non riescono a raggiungere la fumata bianca per l’acquisto dell’esterno. Non tutti i mali vengono per nuocere, come si suol dire: durante la trattativa, infatti, il ds del Bayern Salihamidzic mette gli occhi su Musiala, che compie così il percorso inverso di qualche anno prima tornando in Germania. “Se un club tedesco così grande è interessato a te non puoi rifiutare. Amo la Baviera fin da quando ero piccolo” afferma il giovane poco dopo il suo approdo nel nuovo club. Fa faville con l’Under 17 e l’Under 19, stupisce con il Bayern Monaco II in terza divisione, ma è con la prima squadra che entusiasma davvero. Ancora una volta battendo ogni record: durante la scorsa stagione è diventato il più giovane ad esordire in Bundesliga con i bavaresi (17 anni e 115 giorni), mentre quest’anno contro lo Schalke 04 si è guadagnato il titolo di marcatore più precoce con i rossi di Baviera a 17 anni e 205 giorni. In seguito ad ottime prestazioni casalinghe ecco l’ennesimo primato, questa volta in Europa: con la rete negli ottavi di finale contro la Lazio è diventato il primo 2003 nonché il più giovane nazionale inglese a fare gol in Champions League (17 anni e 363 giorni). Numeri e statistiche da vero predestinato.
Scheda e caratteristiche tecniche: l’analisi su Jamal Musiala
“Il ragazzo è di ghiaccio. Se parli con lui prima della partita è concentrato, calmo e riservato”. Così Musiala viene descritto da Sebastian Hoeness, allenatore della seconda squadra del Bayern. Grandi doti temperamentali che gli hanno permesso fin qui di reggere la pressione di palcoscenici ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa nei suoi confronti. Ma non solo grandi qualità dal punto di vista mentale. Ciò che balza agli occhi è la sua grande destrezza con e senza palla, unita alla capacità di aprire spazi in zona rete per sé stesso oppure per i suoi compagni. Grande ritmo in conduzione e ottima tecnica, Musiala in carriera ha giocato come esterno e all’occasione anche come numero 9, anche se è stato in grado di esprimersi al meglio come trequartista alle spalle del centravanti. In questa posizione, infatti, è in grado di sfruttare il suo potente e preciso destro e la sua grande rapidità nel dribbling per rendersi pericoloso grazie a reti e assist. Flick lo ha impiegato anche come numero 8 nel suo centrocampo a due, particolare che denota ulteriormente la sua estrema duttilità e la sua capacità di rendersi utile in diverse zone del campo grazie alle sue doti tecniche e atletiche. “Ha la qualità per fare il titolare nel Bayern Monaco, il futuro è suo. Possiede tecnica, velocità e fantasia. Soprattutto è veloce, cosa che nel calcio moderno è fondamentale” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport Ottmar Hitzfeld, uno che di Bayern e calcio tedesco in generale se ne intende eccome.
Paragonato da molti a Dele Alli per stile di gioco, il giovane Musiala sembra doversi sviluppare ancora dal punto di vista muscolare per diventare davvero devastante ed ottenere continuità. Nel frattempo, i campioni d’Europa lo coccolano, mentre Inghilterra e Germania se sono conteso a lungo: dopo la convocazione nell’Under 21 dei primi, però, il giocatore ha annunciato ai microfoni di The Athletic che giocherà per la Germania, il paese dove è nato. Di sicuro, con i record finora rasi al suolo e le recenti prestazioni messe a referto, la carriera di Musiala sarà a dir poco scintillante. Chiedere per conferma alla Lazio, ultima vittima in ordine di tempo dell’ennesimo golden boy che non vuole smettere di stupire.







