Italia, il sogno Guardiola prende forma: ecco cosa sta succedendo

L’Italia tenta Pep Guardiola: incontro segreto e primi segnali positivi

ISTANBUL, TURKEY - JUNE 10: Pep Guardiola, Manager of Manchester City, gives the team instructions during the UEFA Champions League 2022/23 final match between FC Internazionale and Manchester City FC at Atatuerk Olympic Stadium on June 10, 2023 in Istanbul, Turkey. (Photo by Michael Regan - UEFA/UEFA via Getty Images)

La notizia che scuote il mondo del calcio italiano, nel giorno in cui tutto il mondo celebra la Segunda della Furie Rosse, arriva da… Barcellona. Non una semplice suggestione di mercato, ma un colloquio informale avvenuto durante lo scorso weekend tra il dt Paolo Maldini, recatosi nella città del tecnico catalano con Leonardo presente nel ruolo di advisor e la benedizione di Giovanni Malagò. La bomba è stata sganciata da Sky Sport intorno all’una del pomeriggio, poco dopo un’intervista esclusiva rilasciata dal neo presidente FIGC, il quale invitava i tifosi della Nazionale a pazientare ancora qualche giorno. Il neo direttore tecnico della Nazionale ha scelto di partire dal nome più ambizioso: il catalano reduce da dieci anni trionfali al Manchester City. Un confronto concreto, definito da fonti federali come una «proposta seria» per capire la disponibilità di Guardiola a guidare gli Azzurri verso il Mondiale 2030. Maldini e Guardiola si stimano da tempo. Il legame risale al 2009, quando Pep dedicò pubblicamente la vittoria in Champions League del Barcellona all’allora capitano del Milan, reduce da un addio amaro a San Siro. Da allora il rapporto è rimasto vivo, fatto di rispetto reciproco e visioni calcistiche affini. Cosa manca ancora, per vedere il primo commissario tecnico straniero sedersi sulla panchina azzurra?

Per la Federazione si tratterebbe di un colpo di straordinaria portata: Guardiola rappresenterebbe la discontinuità assoluta rispetto al passato recente, un allenatore capace di imporre un’identità di gioco chiara e di elevare il livello complessivo del gruppo. Tuttavia, le difficoltà restano evidenti, sia sul piano economico che tattico: l’ex City ha sempre parlato di una pausa dopo Manchester e le esigenze economiche della Figc sono lontane dai parametri a cui è abituato il tecnico spagnolo, la cui filosofia calcistica esplosa nello scorso quindicennio, il tiki taka, molto difficilmente si concilierebbe con una tradizione calcistica votata al “catenaccio e contropiede” che bada unicamente al sodo, senza curare la tecnica. Al momento Pirlo e Mancini restano in corsa, con altri nomi ancora papabili come outsiders (la scelta ricadrà su un nome condiviso, ha dichiarato Malagò, sottolineando comunque la necessità di profonde riforme sistemiche per mettere il futuro ct nelle migliori condizioni per ottenere i risultati che tanto ci mancano). Ma l’apertura di Guardiola, seppur esplorativa, cambia gli equilibri e proietta la Nazionale su un piano diverso. Maldini ha scelto di giocare in grande. Ora tocca a Pep decidere se questa Italia merita la sua prossima rivoluzione.

 

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