La faccia di chi vuole spaccare in due il mondo, i colpi da campione e gli intrighi di calciomercato. Nel mezzo tanti gol tra Olanda e Belgio, dal Feyenoord al Club Brugge passando per Twente e soprattutto Ajax. La storia di Noa Lang è ancora agli albori ma ha già vissuto una lunga moltitudine di curve, snodi fondamentali di una carriera che, tra le aspre critiche di una fetta di pubblico e i complimenti di un’altra, non smette davvero mai di stupire. Il wonderkid oggi è la vera stella della Jupiler Pro League, dove con il suo Brugge si trova attualmente in cima alla classifica. Grazie alle sue reti la formazione neroblu sta facendo faville, ma la chiave del successo dell’attaccante olandese parte da Capelle aan de Ijssel il 17 giugno 1999 e si sposta poi qualche anno più tardi a Rotterdam. È qui, al Feynoord, che il ragazzo si forma calcisticamente e può avere un assaggio della passione che diventerà entro pochi anni la sua vita.
I colori del Club del Popolo, però, sembrano andargli stretti: a farlo sognare ad occhi aperti sono sempre il bianco e il rosso, ma degli eterni rivali dell’Ajax. I Lancieri, infatti, sono la sua squadra preferita fin da quando ha memoria e lui, con la sfrontatezza di chi non ha nulla da perdere, non smette mai di rimarcarlo che sia su Twitter oppure durante gli allenamenti: “Ero molto piccolo – racconta ad Ajax TV – Ero al campo di allenamento e indossavo sotto i vestiti una maglietta dell’Ajax. L’ho fatta vedere ai miei compagni al Feyenoord”. Una provocazione che, a distanza di anni, fa storcere ancora il naso a tanti tifosi del club di Rotterdam ma anche a molti nei pressi della Johann Cruijff ArenA, ma che comunque non gli impedirà all’età di 13 anni di unirsi al settore giovanile della formazione di Amsterdam. Qui, Noa riesce a coronare il suo sogno e ha la possibilità di entrare in contatto con alcuni dei migliori prospetti del calcio europeo e ha la possibilità di affinare le sue abilità.
C’è però un’altra squadra che oltre al suo amato Ajax gioca un ruolo centrale nella sua ascesa: il Twente. Il destino, infatti, decide di mettersi in mezzo e in ben due occasioni ritaglia un ruolo centrale al club di Enschede. È proprio contro i Rossi che nel 2019 Lang, alla sua prima apparizione assoluta da titolare con la prima squadra dei campioni d’Olanda, riesce infatti a mettere a segno una clamorosa tripletta infrangendo un record che resisteva dal 1959. Nonostante l’entusiasmo della piazza, però, le cose con ten Hag non sembrano decollare del tutto e, complice una grande concorrenza nel reparto offensivo, il ragazzo decide di trasferirsi in prestito alla ricerca di maggiore minutaggio. Già, lo fa esattamente al Twente a metà della stagione 2019/2020, lottando per la retrocessione e imparando a proprie spese cosa significa lottare strenuamente per raggiungere un obiettivo comune. Una volta tornato alla casa base però è già tempo di partire ancora. All’inizio dell’annata calcistica in corso i Lancieri gli propongono un rinnovo di contratto, ma lui, a malincuore, declina per accasarsi altrove e più precisamente in Belgio. “Mi servivano prospettive future. Nel mio ruolo c’era già Tadic, il capitano, e non avrei giocato molto. Avevo molte opzioni, il Club Brugge era la migliore per me” racconta ai microfoni di Het Nieuwsblad.
Noa Lang, analisi e caratteristiche tecniche: la scheda
“È il miglior giocatore della Jupiler Pro League di questa stagione, nessun dubbio a riguardo”. Questo il pensiero, condiviso da diversi esperti ed appassionati del settore, di Jacek Kulig di Footballtalentscout.net. Con i suoi 13 gol e 9 assist in 28 presenze tra campionato e coppe, Lang si è segnalato come l’assoluto mattatore della squadra allenata da Philippe Clement. Osservando il prodotto del vivaio dell’Ajax, appare chiaro come Lang rappresenti il perfetto esempio di cosa un esterno offensivo debba fare per essere dominante nel calcio moderno: risultare decisivo in zona rete, non solo con assist e dribbling ma anche con una discreta continuità per quanto riguarda le marcature dirette. Impiegabile sia sulla fascia destra che all’occorrenza al centro dell’attacco, il classe ’99 è però maggiormente a suo agio nel ruolo di ala sinistra, dove agisce a piede invertito.
Tra le caratteristiche migliori del giovane figura senza dubbio la sua abilità nei posizionamenti in fase offensiva, qualità che gli permette di farsi trovare sempre al posto giusto per provare a segnare. Non è dotato di un passo bruciante come altri suoi colleghi che agiscono nel suo stesso ruolo, ma grazie ad un ottimo controllo palla e una buona visione di gioco riesce comunque a rendersi utile creando occasioni per la squadra e i compagni. Inoltre, non sembra aver paura di tentare giocate complesse e sa sfruttare la sua tecnica anche su calcio piazzato. Tra i lati negativi dello stile di gioco del calciatore si segnalano un’applicazione a fasi alterne in difesa e alcuni atteggiamenti che denotano una certa indolenza in alcuni frangenti delle partite. L’esperienza giocherà un ruolo fondamentale nel suo miglioramento in questi aspetti, ma con 1,5 dribbling a partita, 1,6 passaggi chiave di media e un impatto straordinario negli schemi offensivi del Brugge, a soli 21 anni Noa Lang si appresta a diventare la “Next Big Thing” del calcio olandese, avendo attirato anche le attenzioni di mercato di tanti club in giro per l’Europa. La palla, come si suol dire, passa a lui: riuscirà a sfruttarla al meglio anche in futuro?







