Russia 2018: La Croazia è fra le Top Four. Stende i padroni di casa ai rigori e va in semifinale

Nel primo tempo Kramaric risponde allo splendido gol di Cheryshev, il quarto in questo Mondiale. Nell’extra time il colpo di testa di Vida sembra chiudere ogni discorso, ma Fernandes salva i suoi. Dal dischetto, la Russia paga gli errori di Smolov e dello stesso Fernandes. In semifinale ci sarà l’Inghilterra.

RUSSIA-CROAZIA 5-6 d.c.r.
(31’ Cheryshev, 39’ Kramaric, 100’ Vida, 115’ Fernandes, 122’ Brozovic su rig., 123’ Dzagoev su rig., 126’ Modric su rig., 126’ Ignashevich su rig., 127’ Vida su rig., 128’ Kuzyaev su rig., 128’ Rakitic su rig.)

Allo stadio “Fisht” di Sochi, va in onda lo psicodramma della Russia: il sogno di un’intera nazione si infrange sul più bello. Il Mondiale dei padroni di casa termina ai quarti contro la Croazia. Duro il verdetto dei rigori: 5-6 dopo il 2-2 al 120’. La sorprendente squadra di Stanislav Cherchesov scende sul terreno di gioco con un unico intento: scrivere una nuova ed entusiasmante pagina di storia. A distanza di 48 anni, infatti, la nazionale di casa torna a disputare un quarto di finale di un Mondiale (una prima volta in assoluto, dopo il disfacimento dell’Unione Sovietica). Ricordi gloriosi molto meno sfumati per la Croazia, giunta ad un passo dalla finale nella rassegna francese del 1998 (chiuse la competizione iridata al terzo posto). Storie diverse e lontane anni luce tra loro, anche se un punto di contatto tra le due compagini, questa sera, viene trovato dai due tecnici che scelgono moduli speculari nello schieramento iniziale: nel 4-2-3-1 disegnato dal ct di Alagir, il peso dell’attacco ricade tutto sulle spalle del centravanti Dzyuba. Dalic risponde affidandosi agli uomini di maggior qualità (anche se fa rumore la scelta di tenere fuori l’interista Brozovic): la coppia Modric-Rakitic in mediana, il trio composto da Perisic, Kramaric e Rebic a sostegno del “tuttofare” Mario Mandzukic.

Un indisponibile per parte: per la Russia è out Zhirkov, tra le fila dei croati l’unico assente è il “silurato” Kalinic. Fin dalle prime battute, è chiaro l’intento tattico dell’Armata Rossa: chiudere ogni spazio agli uomini croati più pericolosi, per poi colpire con ripartenze veloci affidate ai trequartisti più dinamici – lo scatenato Cheryshev su tutti. E la strategia sembra funzionare: nonostante la manovra prolungata della nazionale “a scacchi” (stasera in tenuta nera), è la Russia a farsi più insidiosa in zona-gol. Un paio di ripartenze russe falliscono per piccoli dettagli, poi a sbloccarla è il figlio d’arte Cheryshev (suo padre, Dmitri, giocò da attaccante per diverse stagioni in Spagna). Spettacolare la rete del numero 6 di casa alla mezz’ora: dopo una perfetta triangolazione con il compagno Dzyuba, l’esterno lascia partire un missile di sinistro dai 30 metri che si insacca all’incrocio. Il portiere Subasic rimane praticamente immobile. La reazione croata, tuttavia, non si fa attendere: al 39’ Mandzukic mette al centro un pallone che Kramaric corregge di testa in rete.

Nella ripresa Perisic scuote l’interno del palo con una gran botta (60’), ma rimane l’azione più significativa di tutta la frazione. Il forcing finale della Croazia non genera altri particolari pericoli per la porta difesa da Akinfeev. Nei supplementari è Vida, di testa, a far gongolare i tifosi croati (100’), ma un quarto d’ora più tardi il terzino destro Mario Fernandes firma l’insperato 2-2. La lotteria dei calci di rigore, premia gli uomini di Dalic. Sbagliano Smolov (tiro lento e bloccato a terra da Subasic) e colui che aveva provato a risollevare le sorti russe, Fernandes. Il penalty decisivo lo trasforma Rakitic con freddezza. La Croazia torna fra le prime 4 del mondo, dopo i fasti del 1998, ed attende l’Inghilterra in semifinale.

Emanuele Tocchi

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