Il dialogo intero, conosciuto con il nome di self talk, è tra le realtà psicologiche più studiate non solo nel mondo della psicologia cognitiva ma anche nel mondo sportivo in generale.
Ciascun individuo è più o meno consapevole di mettere in atto un proprio dialogo “interno” con se stesso durante un’attività o un compito che sta svolgendo. Si tratta di una modalità riflessiva che può influenzare e anche persuadere il modo in cui andremo ad agire/pensare. Il self talk, nel mondo sportivo come in quello calcistico, traduce spesso in modo fedele le più intime convinzioni rispetto a se stessi, agli altri compagni e al contesto circostante.
La convinzione che il calciatore/trice ha delle proprie competenze e abilità è un elemento cruciale di un modello cognitivo comportamentale nel quale le certezze non influiscono soltanto sugli schemi di rappresentazione (immaginativa e verbale) ma hanno anche una ricaduta sugli stati emotivi. Questi comportamenti, a loro volta, influenzano gli stimoli/fattori ambientali che vengono spesso a riconfermare le convinzioni sviluppate in partenza mantenendo in vita un vero e proprio “circolo vizioso”.
Un esempio molto forte traspare attraverso le bellissime parole pronunciate da Cristiana Girelli, attaccante della Juventus e della nostra nazionale femminile, in un lungo post pubblicato su Instagram nel giugno del 2019 durante i Mondiali di Calcio Femminile, dove sono affiorate tutte le forti emozioni e sensazioni che sono andate ad incidere sull’attivazione sportiva e sullo sviluppo di un profondo dialogo interiore: “Tutte le volte che scendi in campo, tutte le volte che calpesti quell’ erba, che senti quel profumo che ti fa sentire dannatamente viva, speri sempre che vada come nel più bello dei sogni. La bellezza del calcio, come quella dei sogni, forse è anche questa: non sai mai come va a finire. Ci sono volte in cui il campo ti restituisce tutto quello che gli hai dato, e a volte, sembra toglierti tutto!“. Spesso l’aspetto psicologico aiuta il calciatore/trice a prendere coscienza del proprio dialogo interiore e soprattutto a indirizzarne il suo verso; se esso è polarizzato in senso positivo il calciatore/trice tenderà ad accrescere la propria autostima, la propria motivazione intrinseca e la propria concentrazione mentre se il dialogo è polarizzato in senso negativo nuocerà pesantemente sulla prestazione.
L’utilizzo del dialogo interno permette al calciatore/trice di controllare i propri pensieri e di utilizzarli in modo vantaggioso sul raggiungimento degli obiettivi, di fissare aspetti chiave dell’esecuzione motoria attraverso l’utilizzo di parole stimolo (fornite anche dallo stesso mister o da una figura tecnica psicologica presente nello staff come l’esperto in psicologia sportiva) e di correggere gli errori ed effettuare un cambiamento dei movimenti ricostruendo nuove risposte motorie.
Altri aspetti sulla quale il self talk va ad incidere sono il controllo dell’attenzione permettendo al calciatore/trice di acquisire, dirigere e mantenere l’attenzione sugli elementi rilevanti del compito escludendo tutti gli stimoli irrilevanti e distrattivi; il self talk incide anche sullo sviluppo delle emozioni/pensieri positivi (“posso farcela“, “devo restare concentrato“, “ora respiro profondamente e mi sentirò calmo“, “vale la pena di tentare“, “ho delle debolezze, ma so quali sono i miei punti di forza“) permettendo l’associazione di parole stimolo a sensazioni/emozioni utili alla prestazione sportiva; incide sull’incremento della fiducia facendo avviare nel calciatore/trice una maggiore fiducia nelle potenzialità personali.
Il self talk, agendo sulla fiducia, arriva a lavorare indirettamente anche sull’arresto e il blocco dei pensieri negativi (“manca poco, non riuscirò a recuperare lo svantaggio“, “sono ansioso, mi stanno tremando le mani“, “è tutto inutile“, “il mio avversario è più forte, non riuscirò a batterlo“, “non mi sono allenato a sufficienza questa settimana“) permettendo al calciatore/trice di controllare e padroneggiare sia durante l’allenamento che durante la prestazione l’emergere inaspettato di pensieri che possono decretare negativamente il risultato di un match. Con l’arresto del pensiero, il self talk permette al calciatore/trice di modificare anche la presenza di pensieri irrazionali cambiando la percezione del contesto e sviluppando una nuova modalità di ristrutturazione della riflessione e dell’immaginazione.
E’ fondamentale, così come per il calciatore/trice stesso/a, che anche all’interno della propria organizzazione, staff o società calcistica si possa sviluppare una forte cultura al self talk per rinforzare ed estendere una mentalità vincente solida e concreta.







