Tommaso Baldanzi, estro e classe dell’Empoli che verrà

In terra Toscana, più precisamente nella Empoli dedita allo sport più bello del mondo, non c’è solamente la prima squadra allenata sapientemente da Alessio Dionisi ad affascinare i tifosi. Alle spalle di quella che attualmente è la formazione regina della Serie B, infatti, sta crescendo senza sosta una nuova generazione di talentuosi campioncini del futuro, pronti più che mai a lottare per fissare ancora una volta gli Azzurri sulla mappa del bel calcio. Non è la prima volta che il settore giovanile empolese si segnala per maestria nel valorizzare nuove leve. E guardando alle prestazioni di Tommaso Baldanzi, classe 2003, si può affermare senza timore che anche ancora una volta la storia possa ripetersi. Trequartista elegante e dotato di un mancino tagliente, libero in campo di inventare e soprattutto di incantare con le sue giocate. Colpi di gran classe che stanno facendo sempre più discutere fra gli addetti ai lavori e non solo.

Tommaso Baldanzi, la storia del giovane fantasista dell’Empoli

Empoli nel destino e nel cuore, nonostante la giovane età Baldanzi è ormai un autentico veterano con la casacca azzurra indosso. Ma facciamo un passo indietro, perché la sua storia affonda le proprie radici pochi kilometri distanti dal centro sportivo toscano. Il ragazzo nasce infatti in un ospedale di Poggibonsi il 23 marzo 2003 e cresce, calcisticamente e non, a Castelfiorentino. La passione per lo sport e per il pallone si sviluppa con il passare degli anni e i contorni sono quelli che accomunano molti suoi coetanei. “La passione per il calcio? Sorta a 5 anni, me l’ha trasmessa mio nonno. Con lu passavo giornate a guardare tutti i tipi di partite” racconta in un’intervista rilasciata a worldfootballscouting.com. Ma non solo la famiglia a fare da carburante nel percorso per raggiungere i suoi sogni. Nel suo sviluppo occupa un ruolo centrale anche il calcio di strada e nei campetti di periferia, quello più autentico e più sincero.

È proprio così che porta avanti il suo amore per il football, con quella gioia legata al gioco e un pizzico di fantasia che ancora oggi contraddistinguono chiaramente le sue partite. Le stagioni passano e il suo tempo al Castelfiorentino termina: è il momento del salto in avanti con l’Empoli, che lo accoglie con un entusiasmo ricolmo di speranze nonostante quel bambino avesse ancora solamente 8 anni. Una chiamata decisamente azzeccata, oggi possiamo affermarlo: da quel momento il club toscano diventa la sua seconda casa e categoria dopo categoria, Baldanzi non risparmia certo il suo talento. La stagione della consacrazione, però, è quella 2018-2019. L’Under 16 di Mister Buscé, con un concentrato di talento di cui il trequartista è l’esempio più puro, conquista dopo una grande cavalcata il campionato di categoria. Il classe 2003 si segnala come miglior marcatore dei suoi e anche i meno attenti, soprattutto dopo la rete nella finalissima contro l’Inter, si accorgono di lui. E con l’arrivo nella Primavera empolese la sua stella brilla ancora maggiormente, tanto che poco tempo fa ha già avuto l’onore di esordire con la squadra “dei grandi” in Coppa Italia.

Chi è Tommaso Baldanzi: scheda e caratteristiche tecniche

Nasce come attaccante, in passato è transitato in mediana e oggi all’occorrenza può essere schierato come esterno alto. Nonostante i tanti movimenti che hanno contraddistinto la sua breve carriera, l’habitat naturale di Baldanzi è tra le linee alle spalle delle punte, dove grazie alla sua struttura brevilinea e alle sue qualità tecniche mette in serio pericolo le difese avversarie. È in questa zona del rettangolo verde, infatti, che riesce ad esprimere il suo enorme potenziale con maggiore continuità. Perfetto elemento di raccordo tra difesa e attacco, il giovane Tommaso ama accarezzare la sfera con il suo mancino educato, per poi imbeccare i propri compagni con passaggi che galleggiano a metà fra istinto e fosforo tattico. Dotato di buone capacità balistiche, nonché di un discreto dribbling, il calciatore riesce a segnalarsi non solo per le assistenze vincenti e per i passaggi chiave nei momenti delicati dei match, ma anche come marcatore diretto.

Che sia nel traffico o negli spazi aperti, il gioiello dell’Empoli dimostra maturità decisionale, riuscendo a destreggiarsi sapientemente tra estro esplosivo che rompe gli schemi e riproduzione accurata di un canovaccio precostituito. Il futuro, come si suol dire, è nelle mani (o forse sarebbe meglio dire nei piedi) del giovane stesso. Riservato fuori dal campo, durante le partite è una forza della natura. E i paragoni con campioni del presente – su tutti con il suoi idolo Paulo Dybala – e del passato già si sprecano. Certamente gli step da compiere per crescere ulteriormente ed affermarsi sono ancora tanti. Ma dalle parti di Empoli sono fiduciosi e, ancora una volta, pronti ad esultare: di fronte ad un talento del genere, diciamocelo, non potrebbe essere altrimenti.