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Xavi Simons, la nuova stella del PSG tra campo e social

Tra campo e social network, Xavi Simons non smette mai di stupire. Con un passato al Barcellona e un presente al PSG, il centrocampista classe 2003 continua a strappare consensi muovendo al contempo numerose critiche sul suo conto: ecco chi è la giovane stella dei parigini

Un contratto milionario con il PSG, milioni di follower sui social network e un accordo di sponsorizzazione con niente meno che la Nike. Tale descrizione potrebbe perfettamente riferirsi ad un calciatore professionistico di medio-alto livello in uno dei principali campionati europei ma, senza entrare nel merito della correttezza dello schema, non è affatto questo il caso. Perché ad attirare le attenzioni del grande pubblico grazie a tutto ciò è un ragazzo di appena 17 anni che, oltre per le proprie skills in campo e una folta chioma riccioluta alla Valderrama, ha fatto parlare e sicuramente farà parlare di sé anche per gli aspetti prettamente non sportivi tipici del calcio del XXI secolo. La star del momento, soprattutto dopo il suo esordio ufficiale in prima squadra con Les Parisiens di pochi giorni fa, è Xavi Simons, centrocampista classe 2003 che da ormai diversi mesi è sulla cresta dell’onda tra elogi, critiche e chi più ne ha più ne metta. Tutto è dovuto alla sua storia, partita dall’Olanda per arrivare nella capitale francese ma con una lunga sosta in Spagna, più precisamente a Barcellona, in quella che per quasi dieci anni è stata la sua casa. Tutte componenti che completerebbero senza sforzo la carriera di uno sportivo già ben più avanti con gli anni. Guai però a lasciarsi ingannare: il giovane talento ha sempre stupito tutti per precocità dentro e fuori dal campo e la strada da percorrere è ancora lunga. Ma facciamo un doveroso passo indietro.

Xavi Simons, la storia del golden boy dal Barcellona al PSG

Tutto inizia ad Amsterdam, il 21 aprile del 2003. Regilio Simons, attaccante olandese, festeggia la nascita di suo figlio. Al momento di scegliere il nome, come spesso accade quando a dover decidere sono dei veri e propri fanatici del football, la scelta appare tanto scontata quanto sorprendente: in onore dell’eterno capitano del Barcellona quel piccolo fanciullo si chiamerà Xavi. E il destino decide poi di entrare prepotentemente nella vita del bimbo: all’età di tre anni si trasferisce con la famiglia a Rojales, una piccola cittadina spagnola nei pressi di Alicante. Qui inizia a tirare i primi calci ad un pallone nel CD Thader Rojales, ma è all’età di 7 anni che il fato fa il suo vero ingresso in scena. Per quel talentuoso prospetto si spalancano infatti le porte della Masia del Barça, la stessa struttura che aveva segnato la crescita di una sequela infinita di campioni compreso il regista di cui porta con fierezza il nome. “Quando sei giovane ti diverti – Ha raccontato Xavi Simons ai microfoni di NOS – Il Barcellona è davvero fantastico, ma a quell’età non te ne rendi ancora conto. Ti devi comportare normalmente, come se nulla fosse. È ciò che ho fatto. Di norma sono un ragazzo calmo, ma in campo mi trasformo, lì sono una persona con molto carattere”.

L’impatto con la realtà blaugrana, neanche a dirlo, è a dir poco detonante. Scalando le categorie delle varie giovanili il gioiello olandese si segnala come uno dei profili più entusiasmanti nel vivaio catalano e, tra un Youth Ballon d’Or e un altro (ne vincerà addirittura quattro), inizia a spopolare anche sui sempre più diffusi social network. Come già accaduto in passato per altri suoi colleghi, i video con le sue giocate su YouTube diventano virali e lui è abile nel saper sfruttare l’interesse mediatico nei suoi confronti. Soprattutto su Instagram, dove ad oggi conta addirittura 3 milioni di follower e centinaia di migliaia di like ad ogni post. L’hype nei suoi confronti non fa che crescere e la sua carriera arriva ad un bivio: la squadra che lo ha cresciuto con passione e dedizione gli offre un rinnovo di contratto, ma le prospettive sportive e non proposte dai Culé faticano ad incontrare i favori del ragazzo. È qui, dunque, che si fa avanti il PSG, che con un colpo di coda improvviso riesce a metterlo sotto contratto. Si tratta di un terremoto in piena regola per il Barcellona, costretto a dire addio all’ennesimo talento del suo vivaio. Ai parigini Xavi prosegue nel suo percorso di maturazione fino al 10 febbraio 2020, quando in Coppa di Francia contro il Caen ha l’opportunità di subentrare a Julian Draxler per assaporare per la prima volta il calcio “dei grandi”. “Si tratta di un momento speciale per me e spero di giocare altre gare in futuro. Continuerò a lavorare per questo. Penso a giocare, il resto verrà da sé” ha detto senza timore dopo il match ai canali del club.

Scheda e caratteristiche tecniche: l’analisi su Xavi Simons

Dopo la sua partenza dalla Catalogna, il pubblico si è diviso in due schieramenti. C’è chi già lo rimpiange, indicandolo come uno dei campioni del domani con maggiori margini di miglioramento e più chance di sfondare ad alti livelli, ma anche chi, gridando allo scandalo per la via da qualche anno imboccata dal mondo del pallone, tra contratti milionari nonostante le giovanissime carte d’identità dei tesserati, grida allo scandalo. “È solo un sopravvalutato, non vale quelle cifre e non farà molta strada” dicono in diversi in quel di Barcellona. Ma cos’ha realmente da offrire questo autentico Golden Boy, non solo per quanto fatto vedere sul rettangolo verde, al PSG? Come solitamente accade, è bene contestualizzare la situazione: Xavi Simons ha grande talento, palla al piede ha dimostrato in più occasioni di avere pochi eguali tra i suoi pari età e non solo. Ma il grande pubblico che ha saputo raccogliere sulle reti sociali e il clamore generato dal suo controverso trasferimento in Francia, dove ha per altro giocato un ruolo non indifferente il suo agente Mino Raiola, potrebbero aver distorto in parte la percezione del calciatore in questione.

Si tratta di un centrocampista dalle spiccate doti offensive, ottimo sia in fase di costruzione che di rifinitura, che sa stupire per pensiero e razionalità nell’ideazione delle giocate. I suoi assist illuminanti e i grandi dribbling funambolici nello stretto sanno di certo ammaliare compagni e perché no anche avversari, ma come spesso succede ci sono diverse tessere ancora da aggiungere al puzzle: è infatti troppo lezioso in diverse occasioni, una condizione che fa perdere preziosi tempi di gioco ai suoi, e gracile dal punto di vista atletico. È bene sottolinearlo: si tratta di un giocatore ancora molto giovane, con mezzi tecnici e temperamentali davvero impressionanti, ma in quanto tale gli step di crescita necessari per vederlo al massimo del suo potenziale richiederanno tempo, lavoro e soprattutto tanta calma. Lui di certo sembra concentrato, voglioso di mettere in mostra ciò di cui è capace e di seguire i suoi sogni per arrivare al vertice, meta che con le sue qualità non sembra affatto inarrivabile. Per dimostrare anche ai più scettici che Xavi Simons non è solo like e follower su Instagram, ma molto molto di più.

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