L’Italia di Gattuso: continuità, grinta e un occhio al futuro

In porta l’unica novità, tornano Buongiorno e Ricci. Palla lunga e pedalare, per tenere vivo il sogno Mondiale

Bergamo, Italy September 5, 2025: Gennaro Gattuso of Italy first match as Italy coach in the European Fifa World Cup 2026 Qualifier match between Italy and Estonia at Gewiss Stadium.

Cosa ci dicono le ultime convocazioni in azzurro? Sei giorni al fischio d’inizio di Moldova-Italia e nove a Italia-Norvegia, le ultime due fermate di un girone di qualificazione ai Mondiali 2026 che la nuova Italia di Gennaro Gattuso ha affrontato, dopo il tracollo iniziale sotto la bufera norvegese, con il piglio di chi non vuole più regalare nulla a nessuno. La lista dei 27, diramata stamane dalla FIGC, è un manifesto di continuità: zero rivoluzioni, ritocchi mirati, un solo volto nuovo (l’ultimo dei portieri, gita-premio). È il Gattuso-pensiero fatto rosa: «Prima si suda, poi si parla».

L’unico esordiente assoluto è Elia Caprile, 24 anni, portiere del Cagliari. Con Meret ko e Di Gregorio ancora in rodaggio, Rino ha premiato chi para con i piedi e comanda l’area con la voce. Caprile è il terzo di Donnarumma e Vicario, a lui si riserva l’onore di palleggiare per qualche giorno con i migliori, in attesa di monitorarne la crescita con i sardi.

Chi viene e chi va: tra ritorni e pesanti assenze

  • Alessandro Buongiorno: fuori da marzo, rientra al centro della difesa con la fame di chi ha saltato un Europeo. Accanto a Bastoni forma la coppia “alta velocità” che Gattuso immagina per neutralizzare Haaland.
  • Samuele Ricci: il milanista è il nuovo metronomo. Rabiot out, lui in. Stante la squalifica del titolarissimo Barella, toccherà a lui far girare il pallone contro la Moldova.
  • Gianluca Scamacca: il gigante bergamasco è tornato a disposizione dopo l’ultimo (si spera) di una tragica serie di infortuni. Ringhio lo vuole fortemente, l’ha aspettato, lo ha coccolato, ora lo rivuole titolare. Il reparto offensivo sta dando ottimi segnali in termini di goal realizzati, ora ci si aspetta un contributo anche da lui, per non essere da meno.

Restano a casa Chiesa e Zaniolo: il primo è ancora a mezzo servizio al Liverpool, il secondo a Udine si sta lentamente ritrovando, ma non convince ancora del tutto nonostante i tre goal nelle ultime quattro apparizioni. Spinazzola infortunato, Meret pure. Fuori anche i newcomers del corso, Nicolussi Caviglia, Fabbian e Cambiaghi. Nessun dramma: Gattuso premia chi corre 90 minuti, non chi corre sui social.

La lista completa

Portieri: Donnarumma (PSG), Vicario (Tottenham), Caprile (Cagliari), Carnesecchi (Atalanta)

Difensori: Di Lorenzo (Napoli), Bellanova (Atalanta), Cambiaso (Juventus), Calafiori (Arsenal), Dimarco (Inter), Bastoni (Inter), Buongiorno (Napoli), Mancini (Roma), Gabbia (Milan),

Centrocampisti: Barella (Inter), Frattesi (Inter), Tonali (Newcastle), Locatelli (Juventus), Ricci (Milan), Cristante (Roma)

Attaccanti: Kean (Fiorentina), Retegui (Al-Qadsiah), Scamacca (Atalanta), Pio Esposito (Inter), Orsolini (Bologna), Politano (Napoli), Raspadori (Atlético Madrid), Zaccagni (Lazio)

Il Gattuso-pensiero si riassume in tre frasi riportate recentemente dai quotidiani:

«Se non andiamo al Mondiale, cambio nazione. Giuro.»

«16 gol in 4 partite: non è fortuna, è fame.»

«Caprile? L’ho visto parare rigori in allenamento con gli occhi chiusi. Benvenuto.»

Questa non è una lista: è una dichiarazione d’intenti. Mai abbassare l’attenzione. Gattuso ha promesso fuoco, i ragazzi stanno tenendo accesa la fiamma. Moldova e Norvegia diranno se basterà per volare diretti in Nordamerica o se servirà un playoff al cardiopalma. Una cosa è certa: con Rino in panchina, l’Italia non molla più. E se molla, qualcuno da Coverciano e dintorni lo farà rimpiangere.