Il presidente Marotta, si sa, non ama i colpi di scena last-minute, ma quando il destino bussa alla porta di Appiano Gentile con la faccia di Ivan Perisic… lì è difficile non aprire. Siamo già nella seconda metà della stagione delle trattative, Dumfries continua la riabilitazione alla caviglia malandata, i nerazzurri (che necessitano di un esterno destro dal primo giorno, con Luis Henrique che non ha esattamente fatto gridare al miracolo) hanno rispolverato il nome più romantico (e forse più comodo) del mercato: il ritorno del Peri, 37 anni il 2 febbraio, l’ala che al PSV Eindhoven sta ancora correndo come se avesse 27 anni, sfornando 5 gol e 10 assist in 25 partite stagionali. La situazione, in pillole, si presenta come: tramontato in fretta il sogno Cancelo, l’Inter ha fatto sondaggi, insiste sulla pista del ritorno di fiamma, ha pure accelerato nelle ultime ore dopo il flop di certe alternative. Perisic ha già detto sì, apertamente: tornerebbe volentieri per “the last dance” a San Siro, magari sei mesi con opzione o prestito con diritto, lui che ha lasciato il cuore (e tante calorie bruciate: 254 presenze, 55 gol, uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa) in nerazzurro tra 2015-2019 e 2020-2022. Fonti vicine al giocatore lo confermano da giorni, Fabrizio Romano ha riassunto nella diretta sul canale Youtube: «Ivan tornerebbe, l’Inter lo riprenderebbe, ma PSV fa muro».
Tra i nodi dirimenti, il futuro del club olandese in Champions: gli olandesi non vogliono mollare il croato a metà stagione. Champions in ballo, Ivan il terribile titolarissimo, zero voglia di cederlo gratis o quasi. Dopo il crollo in casa del Newcastle, gli uomini di Bosz sono a rischio eliminazione diretta; ovviamente il tecnico non vorrebbe privarsi del suo giocatore più esperto in un momento così delicato.
Se non arriva un’offerta che convinca (non cifre folli, ma di un indennizzo dignitoso), la porta resta chiusa. O meglio: socchiusa, perché l’Inter non molla e gli agenti del giocatore saranno in Italia nei prossimi giorni per capire se si sblocca qualcosa. Le implicazioni? Sportive: Perisic porta esperienza, cross al bacio, duttilità (è uno dei migliori ambidestri d’Europa), è affidabile sia da ala che da quinto, conosce a memoria il 3-5-2 di Chivu (che lo adora) e non ha bisogno di ambientamento. A 37 anni non sarà più il motorino infinito del 2021, ma in sei mesi può fare la differenza in partite chiave, dare rotazioni e permettere a Dumfries di recuperare con le dovute tempistiche dall’infortunio. In campo economico, zero rischio di investimento a lungo termine, ingaggio accettabile (lui vuole tornare, non fare la cresta), bilancio salvo per la gioia di Oaktree. I tifosi non hanno dimenticato uno dei protagonisti dello Scudetto della rinascita: il Meazza esploderebbe al suo ingresso in campo. E poi c’è la ciliegina: eviterebbe di ritrovarselo contro nel derby, sottraendolo alla corte del Milan…Insomma, il ritorno di Perisic non è solo un sogno da curva nord: è un piano B diventato piano A-bis, un’operazione low-cost con alto tasso di nostalgia garantita. Dipende tutto da Eindhoven: se il PSV apre uno spiraglio nelle prossime 72 ore, Marotta e Ausilio affondano il colpo. Un altro piano B, al momento, non si registra.
Nel frattempo, il club pensa anche al futuro, in vista della sicura rivoluzione del prossimo giugno. La Croazia è da sempre terra fortunata per i nerazzurri, pertanto l’idea della società di pescare tra i giovani delle categorie inferiori continua: è sbarcato a Milano Leon Jakirovic, difensore classe 2008 proveniente dalla Dinamo Zagabria del presidente Zvone Boban (che ha confermato l’Here we go in un siparietto su Sky con Gianluca Di Marzio). Acquistato per 2,5 milioni più due di bonus, verrà aggregato alla formazione Under23, attualmente quinta nel girone A di serie C, in vista della promozione in prima squadra per sostituire i partenti Acerbi e De Vrij. Per il conterraneo, un anno più esperto, Branimir Mlacic, esterno di centrocampo, la trattativa continua: dopo il cambio di agente, le due parti si incontreranno nella giornata di venerdì per riannodare il filo, con la forte spinta del diesse Ausilio che non vuole mollare il suo ultimo pallino. Capitolo portiere: Sommer non offre più garanzie, anche lui verrà sostituito per raggiunti limiti anagrafici. L’ultimo nome circolato è Emiliano “Dibu” Martinez, l’istrionico numero 1 dell’Aston Villa campione del mondo con l’Argentina, il cui entourage ha avviato i colloqui con gli uomini mercato di Viale Europa. Proposto un biennale a 4 milioni netti l’anno, le parti ragionano







