Mamma Ultrà: L’anno sabbatico

Succede un po’ a tutti i calciatori di vivere un anno storto. I motivi possono essere i più vari e vanno dall’infortunio alla squalifica ad un disaccordo con l’allenatore . Il fatto che questo sia un male comune aiuta a superarlo nel modo migliore: queste sono problematiche che fanno parte della carriera di un calciatore. Bisogna solo accettarle, lasciarsele alle spalle e far sì che si rinforzi la passione per il gioco. Quella smania di entrare in campo va considerata solo nella maniera positiva. L’attesa verrà ripagata.

La Mamma ultrà non ha il suo anno sabbatico, ma si concentra subito sulle problematiche presenti perché non ha tempo di crogiolarsi nel passato o di rimuginare sul futuro. Quindi se si tratta di un infortunio si procede con dottori e fisioterapisti, se si tratta di una squalifica si attende pazientemente la fine della stessa e si tratta di un disaccordo con l’allenatore…si lascia perdere perché lì non si può intervenire. La Mamma ultrà cerca una soluzione per tutto e quando non c’è accetta serenamente la situazione.

D’altronde i grandi pedagogisti sostengono che bisogna essere una mamma “sufficientemente buona” e non perfetta. Il comportamento che ho appena descritto è quello che avviene nella vita reale …quello che si vorrebbe fare è un “altro paio di maniche”.

Al calciatore che ha provocato l’infortunio lo faremmo correre per decine e decine di giri di campo, all’arbitro che ha dato la squalifica gli toglieremmo gentilmente il foglio del responso dalle mani, all’allenatore lo faremmo esonerare…ma questa è fantasia.

Ora siamo di fronte ad un anno sabbatico provocato da una pandemia da coronavirus e quindi è necessario attendere lo svolgimento della situazione, le regole da un comitato scientifico e le norme da rispettare sperando che la possibilità di rientrare in campo sia vicina per tutti i nostri calciatori.

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Natascia Casciani

Rubrica: Mamma Ultrà