Biglietti Champions League: Curva Nord esclusa: esplode la protesta

La Uefa aveva stabilito una divisione di 18.000 biglietti per ciascuna squadra

oscar federico bodini from Milan, Italy, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons

Diversi membri del tifo organizzato nerazzurro non hanno ricevuto il codice da parte della società per acquistare il biglietto per la finale di Champions. Due giorni fa il sit-in sotto la sede dell’Inter.
Archiviato anche il campionato, terminato con la grande vittoria del Napoli e con tanta amarezza per l’Inter, gli uomini di Simone Inzaghi sono ora focalizzati sulla partita più importante della stagione, la finale di Champions League contro il Paris Saint – Germain in programma sabato 31 maggio all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Oltre ai calciatori e agli allenatori, sono in trepidante attesa anche i tifosi di entrambe le squadre, impegnati in una serrata caccia al biglietto fin dalla sera della semifinale vinta. Proprio su quest’ultimo punto si è registrata una frattura tra il tifo organizzato interista e il club.

Riepilogando brevemente l’accaduto, dal momento in cui Inter e Psg hanno conquistato il pass per la finale, la UEFA ha diramato le linee guida per l’acquisto dei tagliandi per il grande match. I biglietti, come riporta Calcio e Finanza, potevano essere acquistati solo sul sito delle UEFA stessa. Le regole, pubblicate poi anche dal club nerazzurro, prevedevano che i fans inserissero un codice univoco che il club a sua volta avrebbe inviato ai soci dei vari Inter Club e agli abbonati all’ultimo campionato appena concluso. La logica è quella di ‘’ premiare’’ i sostenitori più affezionati e più fedeli, secondo criteri stabiliti dal club stesso. Inoltre le richieste online sarebbero state sottoposte a verifica delle autorità competenti per evitare che i biglietti andassero in mano a persone bandite dagli stadi.

A quanto pare, nonostante le linee guida molto chiare, nella galassia del tifo nerazzurro è rimasto scontento più di qualcuno. Alle ore 18 di due giorni fa, lunedì 26 maggio, la Curva Nord di Milano, cuore pulsante del tifo interista, ha organizzato e tenuto un sit-in sotto la sede del club, in Via della Liberazione, per protestare contro la decisione della società di non destinare una parte dei tagliandi ai membri della Curva. La Uefa aveva stabilito una divisione di 18.000 biglietti per ciascuna squadra, oltre a quelli assegnati autonomamente da essa stessa, ma a quanto pare agli abbonati del secondo anello verde ne sono arrivati quasi zero. Come riportato da Sport Mediaset e come si legge nel comunicato ufficiale della Curva che annunciava il sit-in, la scelta di escludere gli appartenenti al tifo organizzato interista non rispecchia, secondo questi ultimi, i criteri di fedeltà prestabiliti, essendoci, a quanto dicono, persone abbonate al secondo anello verde da decenni, accusando i vertici dirigenziali di aver privilegiato sponsor e amici. È lecito pensare che la scelta del club sia dovuta alla volontà di mostrare un taglio netto nei rapporti con il tifo organizzato, alla luce dei fatti emersi negli ultimi mesi. Tuttavia, alcuni esponenti della Curva Nord, insieme al loro avvocato Mirko Perlino, hanno ribadito di aver preso le distanze da quella gestione malsana e dalle persone che ora sono in galera per quei fatti, aggiungendo che la Società avrebbe avuto tutti gli strumenti per scartare eventuali pregiudicati con il supporto della Questura.

Dopo aver chiesto un incontro con i vertici del club, che poi non ha avuto luogo, il sit-in si è concluso pacificamente, ma il tifo organizzato ha confermato la propria presenza a Monaco ad ogni costo, con possibili rischi per l’ordine pubblico. Certo è che alle porte della partita più importante dell’anno, l’Inter rischia di arrivare senza il sostegno del nucleo pulsante del proprio tifo e con uno strappo ormai definitivo tra il club e la Curva Nord.