GP Cina: Hamilton non si ferma più, risveglio Ferrari

di Mariano TEDESCO | 20 aprile 2014 

Il britannico della Mercedes conquista anche la tappa cinese davanti al compagno di scuderia Rosberg. Terzo Fernando Alonso, a lungo in lotta per un posto sul podio. Alle spalle dello spagnolo i due della Red Bull. Solo ottavo Raikkonen.

Le fughe solitarie sono esaltazione per i velocisti e angoscia per gli inseguitori. Lewis Hamilton lo ha provato in passato e lo sta ribadendo questo anno, conquistando anche il Gran Premio di Cina dopo le due precedenti affermazioni in Malesia e Bahrain.

Il britannico sembra doversi preoccupare solo del collega di team Nico Rosberg in questa fase dell’anno, anche se il tedesco stavolta non è apparso così preciso tra i tornanti e i rettilinei del tracciato cinese. Un altro secondo posto, comunque, gli consente di tenere testa all’anglo-caraibico nella lotta mondiale (79 contro 75 a favore del teutonico). A Shanghai non c’è stata gloria solo per le frecce d’argento, è tornata ad assaporare le sensazioni del podio anche la Ferrari, grazie a Fernando Alonso. Dopo aver vissuto un fine settimana drammatico in Bahrain, a seguito del quale sono maturate le dimissioni dell’ex responsabile Stefano Domenicali, la scuderia del cavallino rampante ha rialzato la testa. I piccoli aggiornamenti testati in terra araba hanno reso più efficace la F14 T, consentendo all’asturiano di condurre una gara all’attacco e tornare anche sul podio nella classifica iridata a quota 41 punti. La strada per il successo è ancora lunga, e la “missione” del nuovo team principal Marco Mattiacci risulta difficile quanto elettrizzante. Si attendono nuovi passi in avanti già dalla tappa di Barcellona, intanto però nella classifica costruttori il secondo posto è meno lontano.

Sorride Alonso quindi, non ancora Kimi Raikkonen. Il finlandese è giunto ottavo, pesantemente attardato e alle prese con una vettura ancora indigesta per il suo stile di guida. Ad esaltare la prestazione dello spagnolo non è stata solo la grande partenza, ormai un classico del repertorio, ma anche la lotta serrata contro i due alfieri della Red Bull, in particolare con l’australiano Daniel Ricciardo. Basta descrivere l’adrenalinico finale per capirne la tensione, quando Alonso ha perso un intero secondo a favore dell’inseguitore nel tentativo di doppiare Pastor Maldonado. Poi a sua volta anche Ricciardo ha avuto problemi, ma si è nuovamente imposto sul pluridecorato collega Sebastian Vettel. Il feeling tra il campione del mondo e la nuova creatura di Adrian Newey sembra essersi arenato sulle incomprensioni, in questo momento. A differenza del collega di team e del recente passato, il quattro volte iridato appare più in affanno a bordo della propria vettura e meno efficace sulla distanza. Tutto sommato, il quarto e quinto posto conquistati, assicurano ai due un ruolo di outsider.

Scorrendo la classifica, tra i protagonisti troviamo anche i piloti di Williams e Force India Valtteri Bottas e Nico Hulkenberg. Entrambi davanti a Raikkonen. Conferma delle buone doti velocistiche delle altre motorizzate Mercedes. Stesso discorso per l’altro scudiero della squadra indiana Sergio Perez e per il giovane talento russo della Toro Rosso Daniil Kvyat, giunti tra i primi dieci. Il pilota del vivaio Red Bull, seppure doppiato, ha preceduto sia i due della McLaren Jenson Button (11mo) e Kevin Magnussen (13mo), sia il compagno di scuderia Jean-Eric Vergne (12mo). Tutti doppiati.

Tra i delusi anche Felipe Massa, giunto 15mo a causa di un pitstop mal gestito. Il brasiliano è arrivato alle spalle del venezuelano Maldonado che, a differenza del francese Romain Grosjean, ha concluso la gara a bordo della sua Lotus. A Enstone pare serva ancora tempo per risolvere i problemi. Nelle retrovie, infine, hanno chiuso la classifica di giornata i piloti di Sauber, Marussia e Caterham. Tra i ritirati anche Adrian Sutil (Sauber).

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Redazione

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