Roma, inversione di rotta con mister De Rossi

La Roma ha fatto un’inversione non solo tattica

La legis di Josè Mourinho è terminata anzitempo in maniera, forse, inaspettata. La presidenza ha preso una decisione irrevocabile ed ha scelto un profilo giovane e, possiamo dircelo, intoccabile:
Daniele De Rossi. L’ex capitano giallorosso è legato a filo doppio con la squadra, la città e i tifosi. Il rispetto del personaggio arriva da ogni latitudine d’Italia, anche dalle sponde biancocelesti del Tevere. Non si può dimenticare il ruolo istituzionale che ha ricoperto con la maglia della Nazionale Italiana di calcio. Il cambio di modulo è il primo fattore che risalta ma ci sono dinamiche – o dettagli – dove si nota ancora di più il cambiamento. Come un fiume in piena arriva a gamba tesa questa modifica partendo dal comportamento in panchina. Nessuna protesta plateale, nè in campo nè nell’area tecnica, anzi chi commette errori viene sanzionato immediatamente (leggasi Huijsen a Frosinone).

Embed from Getty Images

 

La comunicazione che piace (?)

L’aspetto più interessante è quello in cui il focus viene colpito dalla difesa ad oltranza nei giocatori, in ogni occasione. L’errore individuale viene coperto dalla protezione dell’allenatore anche quando, oggettivamente, non c’entra nulla. La passata gestione tecnica puntava su un modo di comunicare opposto; nessuno escluso e zero alibi per chi non riesce a garantire un livello alto sul terreno di gioco e impegno durante gli allenamenti. Il match contro l’Inter è emblematico: i 4 gol presi allo Stadio Olimpico vengono visti con occhi diversi, il gioco propositivo è riuscito a nascondere qualche lacuna eccessiva, anche se il gap non è stato colmato, anzi. Dopo la debacle europea contro il Bodo/Glimt l’allenatore portoghese puntò il dito contro diversi elementi, rei di essere meno competitivi dei nordici; il risultato è stato sotto gli occhi di tutti con un trofeo europeo innalzato al cielo dopo anni di astinenza.

Embed from Getty Images

 

Questa versione che non cambia i sentimenti

I tifosi, dal canto loro, non hanno più intenzione di prestarsi a certi giochi di dualismo perchè l’obiettivo è sempre il bene della loro squadra. La stagione è ancora lunga ma il cambio di guardia ha portato inevitabilmente delle modifiche strutturali notate da tutti quanti. In periodi bui la gente romanista è rimasta salda su quei seggiolini, figuriamoci adesso con una bandiera che guida i giocatori. “Siamo tutti DDR” recitava uno striscione e quello stesso acronimo fu mostrato nel giorno del suo esordio in questa nuova mansione. Non si poteva rifiutare la Roma, il sogno fin da bambino, ma la missione è veramente ardua. Il carattere non manca e, pur stimando il suo predecessore, si è tornati al vecchio modus operandi giallorosso. Lo stile offensivo ha preso il sopravvento, nuovamente, questa volta può durare finchè lo vuole Daniele De Rossi, l’allenatore della Roma, il tifoso sceso in campo.

Embed from Getty Images

About The Author

Bruno Bertucci

Amante di tre sport in particolare: calcio, pallone e football. Difensore ad oltranza dei tifosi, quelli caldi. La scrittura unita alla passione non può che far nascere gemme preziose.