Stop alle scritte sotto le maglie: c’è il divieto della Fifa

Ennesimo no alla moviola in campo ai Mondiali. Sì al velo per le calciatrici e al turbante per i calciatori. Sotto la maglia da gioco, invece, nessun messaggio sarà più consentito.

Sono le decisioni che l’Ifab (International Football Association Board), l’organo custode del regolamento del calcio, ha preso nella riunione tenuta a Zurigo. A fare gli onori di casa, nella sede della Fifa, è stato Jerome Valcke, segretario generale della federcalcio internazionale. ”L’Ifab ha già autorizzato l’uso della Goal Line Technology. Non ci sarà autorizzazione per altri usi di video nel nostro sport”, ha detto il braccio destro del presidente Sepp Blatter. ”Il mondo cambierà un giorno? Il video verrà ammesso nel nostro sport? Si può sempre discutere, ma al momento il video si usa solo per le situazioni” di goal fantasma, ha aggiunto. C’è stata un’epoca in cui la goal line technology non era in agenda. Poi l’argomento è stato discusso e l’introduzione della GLT è stato approvato. C’è il rischio che l’uso del video” durante la partita ”modifichi la natura del nostro sport. C’è il rischio che l’arbitro, ad un certo punto, abbia bisogno del video per ogni decisione e chiederà di vedere le immagini prima di prendere una decisione. Questo succede in altri sport, che però sono diversi dal calcio”, ha detto evidenziando la peculiarità del football.

Dal 1° giugno, e quindi anche nei prossimi Mondiali, non sarà invece più consentito esibire messaggi sulla maglia da gioco e sull’abbigliamento indossato sotto la divisa dopo la modifica apportata alla Regola 4. Niente slogan, messaggi o immagini. ”Non c’è spazio per messaggi, immagini o altri loghi di sponsor sotto la maglia. In questo modo la regola è semplificata”, ha spiega Alex Horne, segretario generale della Football Association, la federcalcio inglese.

Stop, quindi, anche a dediche a familiari, a compagni infortunati o a persone scomparse. Se un calciatore alzerà la maglia per mostrare una scritta, l’arbitro non sarà tenuto a sanzionare il comportamento. Sarà l’organo disciplinare della competizione a valutare l’adozione di provvedimenti.

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Redazione

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