Perchè il Barcellona ha rifilato una quaterna all’Almerìa

di Gianluca IMPROTA | 03 marzo 2014

I Catalani s’impongono per 4-1 sul team di Francisco Rodríguez. Reti “blaugrana” di Sànchez, Messi, Puyol e Xavi. Per l’Almerìa, a segno Trujillo, che ha accorciato per il momentaneo 2-1. Buona comunque la prova, nonostante il passivo incamerato, mostrata dagli ospiti.

BARCELLONA – Alla fine, s’è attestato come un trionfale “Cant del Barça”, il posticipo del “Camp Nou” relativo alla 26° turno del Campionato Spagnolo, tenutosi ieri in serata tra le compagini del Barcellona e dell’Almerìa. Vittoria quantificata in un “secco” 4-1 a favore del “team Blaugrana” “addestrato” dal “Tata” Martino – accomodatosi in tribuna causa squalifica e rimpiazzato sulla panchina dall’allenatore “in seconda” Jorge Pautasso – utilissima, non solo in “ottica riscatto” post Donostia-San Sebastián (3-1 “beccato” dal Real Sociedad), ma anche, e soprattutto, a “rosicchiare” punti al Real Madrid – attuale “capolista liguero” – la cui corsa al titolo è stata rallentata dal pari scaturito nel “derby capitolino” giocato nella “tana” dell’Atlético al “Vicente Calderòn”.

Un passivo che, a dire il vero, ha punito eccessivamente, ed oltre i propri demeriti, i “Rojiblancos” – quartultimi in graduatoria – capaci di condurre ad un’eccessiva sofferenza (nel chiudere la partita) il più quotato oppositore e di tenere il punteggio in bilico sino all’83°, minuto in cui capitan Puyol ha insaccato per la rete del 3-1, a cui ha fatto seguito, poco dopo, pure il “sigillo” definitivo firmato Xavi. Tuttavia, crollo finale a parte, l’Almerìa di mister Francisco Rodríguez ha offerto una buona prestazione nella “fase di non possesso”, “insaporita” da uno schieramento sul “rettangolo verde” dei reparti compatti e “corti”, e da alcune positive iniziative in “contropiede”, in particolar modo esibite in velocità dal ventunenne del Burkina Faso, Jonathan Sundy Zongo, nel primo tempo.

Certamente, l’inerzia del match scrutato in Catalogna s’è rapidamente incanalato sul “binario del Barcellona”, autoritario nel “comando delle operazioni” e capace di avanzare – come ormai suo solito – mediante una “fitta rete di passaggi” a ritmi contenuti, a cui sono subentrate – dalla trequarti avversaria in su – gli affondi accelerati e micidiali degli “avanti”. Ed in effetti, dagli uomini operanti nel settore di cui sopra, è scaturito l’uno-due quasi “letale” per gli ospiti, sfoderato dalle marcature prima di Alexis Sánchez e poi di Lionel Messi. Ed a completamento della soddisfacente “fase di possesso” messa su dai catalani, vale la pena inserire i “cambi di fronte” eseguiti con lancio lungo, che hanno imbeccato, segnatamente, il terzino Dani Alves, (con continuità nella prima frazione di gara), e l’attaccante brasiliano Neymar (particolarmente nella ripresa).

Ma a dispetto di tutto ciò, all’Almerìa – tra le cui fila hanno prodotto altresì una positiva “performance” Aleix Vidal e Dubarbier – vanno attribuite diverse doti, relativamente alla disputa catalana: alcune di queste sono state raffigurate, in primis, dalla segnatura che ha accorciato immediatamente le distanze, contrassegnata da Ángel Trujillo; e, non di meno, dalla resistenza coesa agli attacchi degli antagonisti per buona parte dei “secondi quarantacinque minuti”, senza benché disdegnare l’offensiva sviluppata con le “ripartenze”. Il tutto, ovviamente, è andato letteralmente “a monte” allorquando il Barça è riuscito finalmente nell’intento di chiudere abbondantemente – ed al di sopra degli effettivi meriti – la “pratica Indálicos” nel finale.

LA PARTITA:

Arbitro: Carlos Del Cerro

Moduli Tattici: Futbol Club Barcelona “4-3-3”Unión Deportiva Almería “4-3-3”

Primo Tempo – Dopo soli 8 “giri di lancetta”, il Barcellona s’è portato sull’1-0 con l’ex Udinese Alexis Sánchez, abile ad insaccare la porta avversa “da pochi passi” sulla respinta di Esteban, oppostosi intanto alla predente conclusione di Fàbregas. Più avanti è “salito in cattedra” Lionel Messi: la “Pulga argentina”, dopo aver minacciato la retroguardia andalusa con un’azione solitaria in “uno contro uno” non concretizzata a dovere, ha condotto i suoi sul 2-0 direttamente da “calcio piazzato”, superando il portiere vanamente proteso in tuffo. Ciò nonostante, i “Rojiblancos” hanno subito replicato, prima impegnando Valdés con una “battuta da fermo” eseguita dal capitano Miguel Ángel Corona, e poi, al di sopra di tutto, con l’incornata vincente di Trujillo sugli sviluppi di un cross “dalla bandierina” espletato dallo stesso Corona. La frazione, di contro, è andata spegnendosi con gli infruttuosi attacchi cagionati dai padroni di casa, i quali, loro malgrado, non sono riusciti a conseguire la via della rete in ben quattro circostanze con Messi, ed in una con Neymar.

Secondo Tempo – La prima parte ha proposto ancora il Barça “sugli scudi”, operosi ad “offendere” sia col “mancino volante” di Neymar, che con la “stoccata” da fuori area apportata da Fàbregas; in entrambe le occasioni, ha fatto “buona guardia” Esteban. La reazione dell’Almerìa è passata invece per il tiro violento di Vidal dall’interno dell’area “Blaugrana”, trattenuto ad ogni buon conto, da Valdés. Successivamente, Neymar ha sprecato una buona opportunità in avanti fallendo la conclusione “di piatto a giro” – risultata dunque ampiamente fuori misura – mentre a circa 10 minuti dalla fine, il neo entrato Pedro – il quale ha rilevato Sànchez – ha fornito ancora “lavoro” ad Esteban con un destro forte da posizione decentrata in area. Tuttavia, l’estremo difensore “rojoblanco” ha dovuto “alzare bandiera bianca” dinnanzi al “tap-in trionfatore” di Puyol, il quale ha depositato in goal sulla respinta della traversa all’anteriore “deviazione aerea” di Messi – sul progredire di un’azione da calcio d’angolo – per il 3-1. Ed all’88° è pervenuto pure il 4-1, “griffato” da Xavi con una “pennellata” dal limite.

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Redazione

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